Affrontare una partita di baseball è come affrontare una battaglia. Mai approcciarla senza avere tutti gli strumenti necessari, guanto compreso, che insieme alla mazza simboleggia appieno lo sport.

SCARSA ACCETTAZIONE - Fra i primi giocatori a impiegarlo Doug Allison, stella degli allora Cincinnati Red Stockings che durante il 1870 lo introduce come protezione, dopo un infortunio subito alla mano sinistra. La diffusione parte invece dal 1885 nel momento in cui Charles Waitt dona alcuni guanti colorati in pelle ai giocatori dei St. Louis Cardinals, anche se coloro che li portano devono subire inizialmente le derisioni di diversi colleghi, decisi a chiamarli “sissy” (femminucce).

CAMBIO DI MENTALITA’ - Pochi anni occorrono comunque per la sua accettazione, complice l’utilizzo di Albert Spalding, indiscutibile talento dalla forte personalità. In quel periodo vengono usati quelli realizzati secondo uno strato in pelle con le dita tagliate e rinforzo in tessuto intorno al palmo. Ulteriore correzione viene implementata, quando ormai siamo già al 1920, da Bill Doak, lanciatore dei St. Louis Cardinals che suggerisce di inserire tra il dito medio e il pollice la cosiddetta sacca interdigitale, utile a semplificare notevolmente la presa. Struttura generale che rimane ancora oggi, nonostante la forma e i vari materiali abbiano ovviamente subito una netta evoluzione.

GLI AGGIORNAMENTI - Le dimensioni cambiano a seconda del ruolo. Le maggiori differenze riguardano il ricevitore e la prima base, mentre negli altri le variazioni sono minime, comunque fondamentali per svolgere al meglio i rispettivi compiti difensivi. Variabile tra gli 11 e i 13 pollici la forma standard (corrispondente a circa 40 cm), misurabile tra la fine del mignolo in diagonale fino alla fine del pollice. Ulteriori aggiunte sono i lacci posti in vari punti, volti a consentire la regolazione a piacimento della flessibilità, assieme a diverse imbottiture così da attutire meglio l’impatto con la palla.