Ospite del Chiambretti Grand Hotel, il commissario tecnico della nazionale italiana di calcio, Antonio Conte, si confessa ai microfoni del presentatore, tifoso del Torino e padrone di casa della trasmissione che andrà in onda questa sera alle 23.15 su Canale 5.

Dagli studi di Viale Europa 44 a Cologno Monzese, sede storica degli studi della rete della famiglia Berlusconi, il commissario tecnico si confessa su tutto quanto ruota attorno al mondo del calcio, dalla crisi del Parma fino alle convocazioni per la nazionale e al suo futuro in azzurro.

Al suo ingresso, ha ceduto una maglia numero 10 della nazionale italiana a Piero Chiambretti: “Sono in cerca di una fantasista e mi sei venuto subito in mente”, ha dichiarato Conte.

Poi sull’eventuale presenza di Mario Balotelli ai prossimi Europei: “C’è sicuramente da lavorare e non solo su Balotelli, cercare di fargli capire alcune cose… a volte grido, a volte sussurro”.

Una squadra inglese lo cercò: “Sì, si tratta di una formazione forte che ha preso un allenatore molto forte che allenava una nazionale (van Gaal, Manchester United, nda)”

Sulla sua attività: “E’ una sfida questa di allenare, in un posto dove di solito devi selezionare. La sfida più importante ricucire a fare diventare questa nazionale una squadra. Se rimango? Io vorrei lavorare, lavoro sul campo molto poco e questo è un cruccio che mi porto dietro e poi l’esterno quando mi scoccio e chiedo gli stage”.

Antonio Cassano ha ammesso d’aver rifiutato quattro volte la Juventus: “Se l’hanno cercato, l’han fatto a mia insaputa – le parole di Conte – Antonio è un ottimo giocatore, grande fantasista. Però abbiamo sempre spostato il nostro interesse su altri obiettivi”.

Molti la prendono in giro su “agghiacciante” e sui suoi capelli: “Sono molto permaloso, ci convivo in maniera molto semplice e naturale, mi fa capire di essere arrivato ad un livello di popolarità. Non mi da fastidio. Se i miei capelli sono di Bettega? Non può essere, i suoi sono brizzolati”.

Cosa fa un campione dopo una sconfitta pesante? “Io odio perdere, in virtù del fatto che in carriera ho avuto il piacere e la fortuna di vincere tanto. Ma ho anche perso molto. In quelle sconfitte ho metabolizzato e capito che fa molto male. Dopo Perugia c’erano gli Europei di Belgio e Olanda, durante i quali ero convocato. Sono stato cinque giorni senza dormire, nonostante fossi a Sharm El Sheik. Bisogna sapere perdere, ma bisogna anche fare di tutto per non perdere. Quando è capitato, poi per due giorni cerco di trasferire le mie emozioni negative anche ai calciatori. Per questo cercano di non perdere”.

Ma la Juventus vincerà la Champions League? “E’ una competizione molto molto difficile, penso stia acquisendo esperienza e ogni anno è sempre più forte. E’ una squadra forte, vincerà sicuramente il campionato. Io in tutto quello che faccio, anche con l’Italia che porterò agli Europei, cerco sempre di vincere. Per i miracoli ci stiamo attrezzando”.