Il prossimo Mondiale per Club sarà la cavia designata per la prima sperimentazione ufficiale della tecnologia anti-gol fantasma; e, dopo la conclusione del torneo, si avrà finalmente il via libera per tutti gli altri tornei. Lo ha confermato Christoph Schmidt, capo dell’Ufficio del Segretario Generale della FIFA, durante la 17esima edizione del Soccerex, a Rio de Janeiro:

Abbiamo intenzione di utilizzare entrambe le tecnologie (Hawk-Eye e GoalRef, ndr) durante la Fifa Club World Cup e poi faremo una scelta su quale usare per i tornei futuri. Non obbligheremo mai un campionato o uno stadio ad avere la tecnologia per la linea di porta, perche’ e’ molto costosa, ma speriamo che con il tempo la nuova tecnologia verra’ sviluppata ed i prezzi scenderanno

L’Hawk-Eye, di progettazione inglese, è usato da molto tempo nel tennis e nel cricket, e si fonda sull’utilizzo di 7 telecamere poste dietro ognuna delle due porte per ricostruire l’esatto posizionamento del pallone; in caso di superamento della linea di porta, l’arbitro viene avvisato tramite un segnale recapitato al proprio orologio. Il GoalRef, sviluppato da una società danese per il mondo della pallamano, si fonda sull’induzione magnetica: quando il pallone, dotato di microchip interno, supera il “muro” magnetico creato da dieci antenne montate sulle due porte, l’arbitro viene avvisato tramite un analogo messaggio. Entrambi i sistemi sono assai costosi – calcolate una spesa attorno ai 200mila euro per ogni singola installazione.

L’iter di approvazione è stato lungo e tutt’altro che lineare, e solo nell’estate di quest’anno, complice l’ennesimo gol-fantasma in Inghilterra-Ucraina (questa volta a vantaggio degli inglesi, derubati invece ai Mondiali di Germania), Blatter e l’International Board hanno dato il loro definitivo benestare. E fa niente se, alla base del cambiamento di rotta del boss del calcio (che fino al 2010 si diceva contrario all’introduzione di qualsivoglia tecnologia), ci sono probabilmente interessi che poco hanno a che fare con il miglioramento del gioco, e molto con il remare contro all’avversario politico Michel Platini, vessillifero dei cinque arbitri. Quel che conta è che, dopo decenni, il calcio abbia deciso di entrare nella modernità a tutti gli effetti.