Il lato migliore della vicenda è rappresentato dal fatto che, curiosamente, quest’anno (quasi) nessuno ha ancora gridato allo scandalo. In altri tempi, anche molto recenti, un gol come quello annullato a Paloschi ieri sera, nel corso di Chievo-Juventus, avrebbe scatenato conflitti di campanile a un passo dalla guerra civile. E invece, con uno straordinario spirito sportivo, sia Sannino che Campedelli hanno minimizzato l’episodio, finendo quasi per consolare il guardalinee Preti, protagonista involontario della vicenda. Certo, sarebbe stato meglio se Conte avesse evitato di definire “non eclatante” l’errore, ma non si può avere tutto.

Resta il fatto che la svista, enorme, non si cancella. C’è poco da lambiccarsi sul come e sul perché: è chiaro che l’occhio di Preti è stato ingannato dalla dinamica dell’azione, finendo per confondere la maglia gialla di Thereau (in fuorigioco) con quella di Paloschi (in gioco di almeno due metri). Si tratta, probabilmente, dell’errore più rumoroso di questo inizio di stagione, e non solo perché capitato a favore di Madama; ma non certo l’unico. Solo nella giornata di ieri, l’arbitro Tagliavento ha negato un rigore piuttosto evidente per laccio californiano su Robinho lanciato in area (e, sul ribaltamento di fronte, il Bologna ha impattato). Milan alquanto sfortunato negli ultimi giorni, visto quanto accaduto contro il Napoli (mancava un altro rigore e mezzo all’appello). Pari e patta tra Lazio e Catania, con Irrati che nega un rigore a Ederson e al contempo grazia Cana dal cartellino rosso. Biancocelesti che si erano lamentati nel derby a causa del rosso di Dias, forse “comandato” da Francesco Totti. E poi il gol annullato a Wszolek in Cagliari-Samp, il rigore negato a Giuseppe Rossi (sempre contro il Cagliari), la rimessa frettolosa del Milan all’Olimpico di Torino. Errori, errori, errori. Casuali, ovviamente, altrimenti verrebbe da dire che il Palazzo stavolta odia il Milan e vuol bene al Cagliari.