La fumata bianca è arrivata questo pomeriggio: la FIGC ha ufficializzato la volontà di introdurre la goal line technology, il sistema per neutralizzare l’incidenza dei gol-fantasma (foto by InfoPhoto), a partire dalla stagione 2015-2016. Ad annunciarlo è stato un comunicato ufficiale apparso sul sito della Federazione. “La riunione di questa mattina ha inaugurato un percorso che porterà nei tempi preventivati all’applicazione della tecnologia del gol-non-gol nel nostro Paese“, ha commentato il Presidente della FIGC Carlo Tavecchio, “sono convinto che il suo utilizzo, a partire dal prossimo campionato, sia ineludibile“.

Ora la palla passa al Consiglio Federale, durante il quale verranno definite le linee guida e il perimetro normativo di questa piccola (ma grande) rivoluzione; e in seguito toccherà alle varie Leghe dare la propria approvazione al progetto. Approvazione non del tutto scontata, purtroppo, almeno a giudicare dalle parole di Adriano Galliani di qualche giorno fa: “La goal line technology è una priorità per far progredire il nostro campionato, ne abbiamo discusso tante volte in Lega, ma la situazione si arena sempre allo stesso punto: Lotito che si rifiuta di pagare la sua quota e tanti altri presidenti che lo seguono non volendo pagare per lui. Per ora ho le mani legate”.

Il problema economico, in realtà, è un falso problema. Gli arbitri di porta, che verrebbero resi obsoleti dalla goal line technology, costano 820mila euro all’anno, non molto di più di quanto verrebbe a costare il suddetto sistema di telecamere e sensori (circa 1 milioni di euro a stagione), il quale tuttavia offre garanzie di esattezza notevolmente superiori. Certo, bisogna considerare anche i circa 3 milioni di euro di investimento iniziale richiesti per l’installazione del sistema, ma si tratterebbe di una spesa una tantum, da dividere peraltro tra almeno 20 soggetti (le squadre di Serie A). Nulla di invalicabile, insomma. Lotito permettendo.