Il confine esistente tra giustizia sportiva e giustizia ordinaria è molto sottile e spesso legato da un unico cordone ombelicale che li unisce.

Ma se da un lato la giustizia sportiva (per ovvi motivi) necessita di decisioni immediate che non compromettano ulteriormente l’andamento dei campionati in corso o di quelli che stanno per cominciare, la giustizia ordinaria fisiologicamente ha dei tempi ben più lunghi.

E’ il caso della querela presentata da Zeman nei confronti di Luciano Moggi nel novembre 2009, che solo a distanza di tre anni, a chiusura delle indagini, hanno portato la procura di Milano alla richiesta di rinvio a giudizio per l’ex direttore generale della Juventus, per sue dichiarazioni alla stampa risalenti al periodo del processo di calciopoli, in cui Moggi a seguito di intervista rilasciata alla stampa sosteneva l’incapacità di Zeman nel saper allenare.

Secondo quanto asserito dall’ex direttore generale della Juventus,  Zdenek Zeman è stato esonerato dal Napoli, dalla Lazio, dalla Salernitana, dal Lecce, dal Fenerbache e dalla Stella Rossa “perché non sa allenare, è lento e impacciato nel parlare e i giocatori non lo capiscono”.

Ma non è tutto, Moggi rincara la dose affermando: “E’ stato licenziato anche in Turchia e in Croazia, dove sicuramente non poteva esserci il sistema-Moggi di cui si parla e che tuttavia non esiste neanche in Italia. Questo è uno che ha detto che Mourinho è mediocre quando è al primo posto in classifica” .

Le dichiarazioni di cui sopra hanno suscitato l’indignazione di Zeman che ha querelato Moggi per diffamazione (è il termine giuridico che designa una forma di espressione che porti lesione all’onore di una persona o di un’istituzione) unitamente al quotidiano che ha riportato le affermazioni diffamanti, sul presupposto, che dette dichiarazioni lo avrebbero posto in cattiva luce agli occhi dell’opinione pubblica rovinandogli la carriera.

Una linea sottile quella che dai tribunali sportivi porta ai tribunali ordinari. Ma con tempistiche di giudizio decisamente a margine gli uni dagli altri…

(Nella prossima puntata porteremo avanti questo discorso. Vi racconteremo a che punto è arrivata la vicenda!)