Tra gli innumerevoli incarichi ricoperti nella sua tentacolare carriera politica, Giulio Andreotti (foto by InfoPhoto) annoverava anche una presidenza del Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici di Roma 1960. Sarà per questo che, nel giorno della sua scomparsa, il Coni si è affrettato a indire un minuto di silenzio in onore della memoria del Divo, da osservarsi su tutti i campi di gioco di qualunque sport.

“Lo sport italiano piange la scomparsa del senatore a vita Giulio Andreotti. Il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, unitamente al Segretario Generale Roberto Fabbricini, alla Giunta e al Consiglio Nazionale, esprime vivo cordoglio per la scomparsa di un uomo dall’alto profilo culturale, punto di riferimento della vita politica del Paese e appassionato sostenitore del movimento agonistico. Andreotti, in qualità di presidente del comitato organizzatore, contribuì in modo determinante al successo della memorabile edizione dei Giochi Olimpici di Roma 1960, unica edizione estiva disputata in Italia. Il patrimonio di esperienza, competenza e capacità è un’eredità da valorizzare per la crescita dello sport italiano. Il presidente Malagò ha invitato le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate e gli enti di promozione sportiva a far osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive che si disputeranno in Italia a partire da oggi e per tutta la settimana”.

Ora, non è questo il luogo per commentare le gesta di un personaggio così complesso (per quello, nel caso, c’è LeoNews). Anche perché la scelta del Coni non è certo così centrifuga – lo stesso riguardo, tanto per fare un esempio, lo si osservò nei confronti dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. E, dopotutto, stare zitti per un minuto male non può fare. Semmai c’è da chiedersi se sia il caso di continuare a utilizzare la cassa di risonanza dello sport come trenodia di questo o quel politico che oggettivamente con lo sport ha poco o nulla a che fare; per giunta in un luogo, lo stadio, che tutti vorrebbero de-politicizzato una volta per tutte. Ma evidentemente solo quando fa comodo.