Entra nella ristretta lista di corse centenarie il Giro d’Italia, presentata nell’edizione 2017 a Milano.

IL VIA E LA PRIMA CRONO

Per la terza volta la partenza avverrà dalla Sardegna. La prima cronometro individuale andrà in scena il giorno dopo, tra i vigneti del Sagrantino (39,2 km da Foligno a Montefalco). Lungo le 21 tappe il Giro 2017 vuole rendere omaggio a campioni del passato come Bartali, Coppi e Pantani e a luoghi storici dell’Italia, da Reggi Emilia, dove nel 1797 è nata la prima bandiera tricolore, a Bergamo, la Città dei Mille, come la ribattezzò Giuseppe Garibaldi.

L’IMPERVIO-STELVIO

Settimana finale che verrà aperta con la Rovetta-Bormio, dove vi sarà pure la Cima Coppi sui 2.758 metri del versante classico dello Stelvio e un breve sconfinamento sul versante svizzero con la scalata all’Umbrailpass (2.502 metri). La 18/a frazione è il tappone Dolomitico da Moena ad Ortisei con 4 passi (Pordoi, Valparola, Gardena e Pinei). Ritorno dopo parecchi anni al Monte Grappa nelle penultima tappa. La crono Monza-Milano (28 km) porrà fine all’evento.

GIMONDI, ISTINTO E RAZIOCINIO

Presente alla cerimonia di inaugurazione anche il mito Felice Gimondi: “Nella vita, come nel ciclismo, una persona emerge perché fa un lavoro che le piace, in modo istintivo, e combatte anche se qualche volta le prende, come me io le prendevo da Merckx. Io ho sempre provato a difendermi e quando potevo, attaccavo. La sera prima della tappa io ripassavo tutto il percorso della tappa successiva per vedere dove poter mettere in difficolta uno come Eddy, un grandissimo atleta che ha ancora tutta la mia amicizia e la mia stima. Nella tappa di Bergamo del ’56, fu proprio Eddie con una sua azione a farmi vincere la tappa. Il Giro è parte della mia vita e della vita degli italiani, una grande tradizione che diventa sempre più importante”.