Facile ridurre una competizione prestigiosa come il Giro d’Italia alla “semplice” maglia rosa, ma troppo sbrigativo. Tante le storie già annunciate per la 99esima edizione, complici istituzioni quali la Cima Coppi.

Eroi moderni

Tributato questo appellativo al punto più elevato della manifestazione, ne consegue la costante variazione in base al profilo altimetrico, senza però scalfire il messaggio che ogni volta prova a trasmettere. Gli incredibili sforzi compiuti dagli atleti esprimono infatti fin dove possano portare il coraggio e la disciplina. Virtù su cui ha basato una carriera intera Fausto Coppi, autentica leggenda specialmente grazie alla straordinaria progressione in salita.

Decenni avvincenti

Pagine memorabili quelle scritte sul Passo dello Stelvio, picco toccato lungo le annate 1972, 1975, 1980, 1994, 2005, 2012 e 2014. Dopo l’interruzione nel 1965 causa slavina, gli organizzatori proclamano la rinuncia anticipata durante le rassegne 1988 e 2013 dato il maltempo. Giunti al 2014 le condizioni sono finalmente buone ed eccolo così percorso col Passo del Gavia.

Cosa ci riserva il 2016

Ultima cornice ospitante il Colle delle Finestre, nel quale lo spagnolo Mikel Landa, autore di uno scatto a 33 km dal traguardo (meno 6 dalla vetta), riesce a staccare tutti, incluso il leader della generale Alberto Contador. Prossimo appuntamento fissato per venerdì 27 maggio sul Colle dell’Agnello (2.744 metri di quota), affrontato nella 19esima tappa Pinerolo-Risoul. Al primo arrivato promessi per la classifica scalatori 21 punti, che dal secondo al settimo posto scendono rispettivamente a 15, 9, 5, 3, 2 e 1 punto. Valutazione decisamente superiore rispetto agli altri score affibbiati ai ciclisti che meglio figurano nei Gran Premi della Montagna. Introdotta la graduatoria nel 1933, solo a partire dal 1974 viene assegnata la maglia verde, sostituita lo scorso 2012 dalla azzurra su decisione di Banca Mediolanum, fiera di essere nuovamente sponsor ufficiale.