Una corsa dal fascino intatto, per molti motivi che cercheremo di spiegare nelle prossime righe, ma, va detto, una corsa che ormai annualmente richiama solo uno dei quattro grandi ‘tenori’ delle gare a tappe, Froome, Nibali, Contador, Quintana. Per ora è così. Lo scorso anno toccò al colombiano, che poi vinse un’edizione non entusiasmante, anzi, quest’anno c’è però il più vincente tra i campioni citati, ovvero Alberto Contador, già primo due volte nella Corsa Rosa, anche se in un caso (2011) il titolo gli fu tolto per squalifica e una brutta storia di doping legata però a un Tour precedente. Acqua passata. Il 98° Giro d’Italia scatta sabato 9 maggio con la cronosquadre, già importante perché non così breve, di 17,6km da San Lorenzo al Mare a Sanremo, sulla pista ciclabile della Riviera dei Fiori. Si concluderà domenica 31 maggio a Milano, in Corso Sempione. Sarà un… Giro mai visto: i filmati di undici team World Tour saranno registrati in otto tappe fra le più spettacolari, direttamente dalla bici. Mortirolo e Colle delle Finestre veranno visti da una prospettiva inedita. Saranno 171 i Paesi collegati, la corsa si vedrà in tutti i Continenti, con 22 squadre al via (9 corridori ciascuna) per un totale di 198 atleti. Rappresentate 32 Nazioni di tutti i Continenti, tra cui Panama, Costa Rica, Cina, Giappone e la novità Etiopia.

PERCORSO

In totale 21 tappe per 3.486km, con uno sconfinamento in Svizzera: 17a tappa, Tirano-Lugano, il 27 maggio. Oltre alla cronosquadre d’apertura, c’è una sola crono individuale, in più, lunga (Treviso-Valdobbiadene, 59,4km); cinque tappe d’alta montagna, 7 di media-montagna, con complessivi 7 arrivi in salita e 7 tappe pianeggianti. Due riposi: lunedì 18 maggio, dopo la 9a tappa, e lunedì 25, il giorno dopo la 15esima. In totale, 39 salite. Cima Coppi il Colle delle Finestre, 2178 metri). Tappe più dure con arrivo in salita: La Spezia-Abetone, 152km (quinta); Fiuggi-Campitello Matese, 186km (ottava); Marostica-Madonna di Campiglio, 165km (15esima); Pinzolo-Aprica (con il Mortirolo da un versante molto duro), 174km (sedicesima); Gravellona Toce-Cervinia, 236km (19esima); Saint Vincent-Sestriere, 199km (20esima e penultima tappa).

CORSA

E’ un giro al solito duro, equilibrato, con tante salite ben distribuite, il cui fascino ha finalmente colpito il belga cacciatore di classiche Tom Boonen (1 mondiale, 4 Roubaix, 3 Fiandre), che mai vi aveva partecipato e che sarà al via. Atmosfera, clima, mare, montagne, cibo, cultura, storia, tradizione, calore del pubblico, paesaggio: tanti i motivi per pensare che sia la corsa a tappe comunque più bella del mondo, con il Tour che resta la più prestigiosa (lì si sfideranno Contador, Nibali, Froome e Quintana tutti assieme…) e la Vuelta a Espana, sottovalutata, ma affascinante, forse, la più dura, visto che solitamente può prevedere anche più arrivi in salita della Corsa Rosa.

FAVORITI

Il favorito n.1 è lo spagnolo Contador della Tinkoff-Saxo, che vuole anche a provare a diventare il primo atleta dopo Marco Pantani nel 1998, quindi 17 anni più tardi, a compiere l’accoppiata Giro-Tour. Non impossibile, ma difficile. In Francia ci sarà per provare il bis, eventualmente. Il Giro l’ha già vinto nel 2008 e, dominandolo, nel 2011, quando poi gli fu tolto per una storia di doping legata però al Tour de France… Ha sete di rivincita, è in buona forma, forse non ancora al top della condizione. Potrà trovarla nel corso della gara. L’Italia punta su Fabio Aru, sardo, dell’Astana, un anno fa ‘esploso’ proprio alla Corsa Rosa (terzo alla fine con un successo di tappa), poi bravo anche alla Vuelta (quinto, con due tappe di montagna vinte) ora pronto a compiere un passo avanti, ma frenato nella preparazione da non pochi guai fisici. La condizione resta un po’ un’incognita. Dovrà probabilmente resistere e stringere i denti nelle prime due settimane, quando però non mancheranno arrivi in salita. Se poi ne avrà, potrà scatenarsi nell’ultima, quella decisiva per chi ancora in corsa. Richie Porte, della corazzata Sky, è il corridore che arriva al Giro con più vittorie tra i favoriti in stagione (9), ha vinto la classifica finale di Parigi-Nizza, Giro del Trentino e Vuelta Catalunya, ha una grande condizione, ma anche, dalla sua, l’incognita legata alla terza settimana di corsa, spesso fatale, in passato. Ma ha dalla sua anche la squadra più forte assieme a Contador. Uran Uran (Etixx-Quick Step) sul podio della Corsa Rosa ci è già salito, sempre secondo nelle ultime due edizioni, mai però sul gradino più alto. Può farcela, non gli manca il terreno per attaccare.

OUTSIDER E ALTRI CAMPIONI

Attenzione al quinto incomodo, Domenico Pozzovivo, pericoloso per le tante tappe con arrivo in salita disseminate sul percorso. E’ uomo proprio da Giro come lo sono stati, in passato, azzardiamo qualche paragone, Visentini, Giupponi (che non vinse, ma fu secondo nel 1989, dietro Fignon), Chioccioli, Garzelli, Scarponi. Altri uomini per la classifica possono essere il belga Jurgen Van den Broeck (Lotto-Soudal) e il canadese Ryder Hesjedal, vincitore del 2012. Senza dimenticare che in partenza ci sono altri vincitori del passato come Damiano Cunego (2004) e Ivan Basso (2006, 2010). Altri campioni stranieri presenti: Philippe Gilbert, Simon Gerrans, Andé Greipe, Michael Matthews, Luka Mezgec. Per le volate ci proveranno anche i nostri Sacha Modolo, Elia Viviani, Matteo Pelucchi, Giacomo Nizzolo, Davide Appollonio.