Quindicesima tappa del Giro d’Italia 2014, con secondo terribile arrivo in salita consecutivo,  da Valdengo a Montecampione, 225km, un altro omaggio a Marco Pantani, dopo Oropa. La lunghezza del percorso non deve trarre in inganno: fino a 15km dall’arrivo, percorso piatto passando per Busto Arsizio, Vimercate, Bergamo. Poi, ecco l’ascesa fino aMontecampione, costituita da due tronconi, spezzati da un falsopiano all’altezza dell’abitato di Alpiaz. Ma i due tratti di vera salita hanno un dislivello di 1.461 metri, una pendenza media che sfiora l’8%’ massima del 12%.

Tappa caratterizzata da una fuga di 12 corridori, ma i fuochi d’artificio scoppiano a 5km dalla fine, quando, a sorpresa, ė la Maglia Rosa Uran a scattare per primo. Pozzo vivo non ė in giornata di grazia, Evans si difende, come Quintana. Il Colombiano peró non va lontano, da solo. Ripreso, scatta Rolland, che vuole una tappa. A tre km dalla dine, ecco il vero attacco di Aru, seguito da Uran e, con ritardo, da Quintana.

A 2km dalla fine, il corridore sardo si invola da solo, lasciando lí, Uran e Quintana. Più indietro, Evans e Pozzovivo. Poi, anche Quintana stacca la Maglia Rosa.

Alla fine vince Fabio Aru, in 5h33’05″‘ prendendosi anche 10″ di abbuono. Secondo il colombiano Fuarte a 21″‘ terzo Quintana a 24″. Uran, sempre maglia Rosa, accusa un distacco di 42″ dal sardo. In classifica, Uran ora ha un vantaggio di 1′oo su Evans, secondo, 1’50″ su Majka, quarto ė Aru a 2’24″.