MILANO – Ci siamo lasciati una settimana fa con una Corsa Rosa 2013 bellissima nella sua prima settimana, trascorsa interamente al Sud, ricca di sorprese, attacchi dei big praticamente a ogni tappa, la bella storia di Paolini, il dominio di Cavendish, la crono di Saltara che avrebbe dovuto lanciare Wiggins e che invece ha lanciato Nibali ed Evans e… tanta, troppa pioggia. (Nella foto InfoPhoto, il Trofeo che viene consegnato al vincitore).

La classifica era la seguente, aggiornata al 14 maggio:

1) Nibali         (ITA)     in 34h19’31”

2) Evans        (AUS)                    a 29”

3) Gesink       (OLA)                a 1’15”

4) Wiggins     (GBR)                a 1’16”

5) Scarponi    (ITA)                  a 1’24”

11) Hesjedal  (CAN)               a 3’11”

Bene. Sette giorni più tardi ci ritroviamo con un assoluto padrone, Vincenzo Nibali da Messina (il che, essendo italiani, non ci dispiace affatto, anzi), ma senza più Wiggins ed Hesjedal, vale a dire i vincitori di Giro e Tour 2012, ahinoi purtroppo ritiratisi. E la pioggia che è persino aumentata, al salir delle montagne…. La corsa si concluderà domenica 26 maggio a Brescia, per la passerella trionfale del vincitore. Ci sono ancora sei tappe, tre presumibilmente per velocisti e tre ricche di salite (compresa una crono-scalata di 20,6 km da Mori a Polsa, con una media del 6-7%). A 28 anni e dopo una Vuelta conquistata (2010), due podi al Giro e uno al Tour, Nibali, come tutti si attendevano, è arrivato alla piena maturità tecnica/agonistica ed è pronto per il meritato primo trionfo nella corsa italiana più importante e significativa. Nella seconda settimana ha mostrato grande sicurezza e controllo. Sabato, a Bardonecchia-Jafferau, tra nebbia&freddo, ha piazzato 4 accelerazioni sull’erta finale che hanno frantumato il gruppetto dei big e “spaventato” il Giro. Ha “lasciato” (ma in volata avrebbe vinto?) il successo al comasco Santambrogio, per la solita regola non scritta del ciclismo, che in fondo non ci dispiace nemmeno: tappa a te, rosa “più rosa” (visto che ho guadagnato sui miei rivali) a me e magari pure un sostegno da parte della tua squadra per le ultime tappe…. Piaccia o meno, funziona così, da sempre. Sul Galibier, domenica 21 maggio, ha attaccato a 2km dalla vetta, più per testare gli avversari che per allunghi veri. E poi ha ritrovato compagni preziosi come Aru, Agnoli e Kangert.

La classifica a oggi è la seguente:

1) Nibali                      (ITA)                         in 62h34’02”

2) Evans                     (AUS)                                  a 1’28”

3) Uran                        (COL)                                  a 2’46”

4) Santambrogio        (ITA)                                    a 2’47”

5) Scarponi                 (ITA)                                    a 3’53”

Gesink è precipitato in 13a posizione, Wiggins ed Hesjedal, come detto, si sono ritirati per malanni vari e anche, pensiamo, un po’ per le scorie lasciate da dieci giorni sotto la pioggia, il vento e il freddo.

Ora speriamo in un’ultima settimana “frizzante”, il terreno è adatto agli attaccanti coraggiosi. Dal punto di vista commerciale, le cose stanno andando bene come sempre: ottimi ascolti in tv e sul web, alberghi pieni ovunque (per esempio sullo Stelvio e dintorni, per la tappa di venerdì con arrivo in Val Martello), appassionati da tutto il mondo. Speriamo tutti nel sole sì, ma l’incognita in realtà è sempre il maltempo che in realtà ci aspetta. Vincenzo Nibali sembra avere il Giro in mano, e sembra poterlo perdere solo lui, come si dice in questi casi. Un giorno di riposo all’insegna della concentrazione totale, quello di ieri, lunedì 21 maggio. Segno che non si vuole lasciare nulla al caso. Il siciliano si è messo sulle spalle il ruolo di leader unico di un gruppo molto forte, quello dell’Astana. Quest’anno la sua ambizione va anche oltre il Giro, punta dritto anche sul Mondiale toscano, tutt’altro che facile. Prima, proverà a rivincere la Vuelta come trampolino di lancio… Considerato che ha già conquistato Tirreno-Adriatico e Giro del Trentino, potrebbe essere un 2013 trionfale, per lui. Ma serve fare un passo alla volta, ovviamente.

Restiamo al Giro. Oggi 16a tappa, da Valloire a Ivrea, di 239km. Giovedì cronoscalata Mori-Polsa, con un dislivello di 1078 metri, pendenza media del 5,7% e ultimi 6km anche al 10&; Venerdì Ponte di Legno-Val Martello, 139km, con Gavia (2.618m, punte al 16%), Stelvio (2758m, punte al 12%) e arrivo in Val Martello (2059m, punte al 14%); sabato, infine, Silandro-Tre Cime di Lavaredo, 203 km, con cinque passi (Costalunga, San Pellegrino, Giau, 3 Croci e 3 Cime) e l’ultima salita di 7,1 km, all’8,6% e punte del 18%…

Nibali punta a vincere una tappa, mentre l’ex grande scalatore colombiano Fabio Parra (terzo al Tour 1988, con Lucio Herrera, vincitore di una Vuelta e di tre tappe al Giro, precursore dei grandi corridori sudamericani) chiede un’alleanza tutta colombiana per portare Rigoberto Uran, 26enne del Team Sky, in maglia Rosa. Scarponi promette battaglia, Evans anche: “La terza settimana è un’altra dimensione per la corsa, per la fatica, per il fisico. O cede Vincenzo, o l’attacco io. Ma fino al momento decisivo, non si può mai dire“, le parole del corridore australiano, vincitore di un Tour de France in carriera, rilasciate alla Gazzetta dello Sport.

Fateci divertire, se potete. Fino a Brescia.