LECCO - Freddo, pioggia, cadute, colpi di scena, attacchi da lontano, discese pericolose, ritiri illustri: il Giro di Lombardia n° 107 della storia non tradisce le attese e mette sul piatto della bilancia tutte le caratteristiche di una corsa unica, nata, lo ricordiamo ancora prima del Giro d’Italia… Trionfa il vincitore del 2012, uno dei grandi favoriti della vigilia, Joaquin Rodriguez, il n°1 della classifica mondiale World Tour.

Quando i corridori sono ancora lontani dalla salita del Ghisallo, molte cose sono già successe: la caduta e il conseguente ritiro di Vincenzo Nibali,  uno dei favoriti della vigilia; l’addio anche di Michele Scarponi, per problemi gastrici, e quelli di Sagan, Uran e Tiralongo. Prima della Colma di Sormano si forma una fuga con 20 corridori, mentre in discesa si avvantaggiano Caruso, Gasparotto, Valverde, Quintana e Santaromita. Su di loro piomba a sopresa Thomas Voeckler, francese, che senza aspettare neanche l’attacco della salita della Madonna del Ghisallo, tira dritto e sullo stesso Ghisallo riesce a guadagnare oltre 3′ sul gruppo, che nel frattempo si è ricompattato, assorbendo pure Caruso, Gasparotto, Valverde, Quintana e Santaromita.

Voeckler, corridore indubbiamente forte (vincitore di quattro tappe al Tour de France, è stato quarto nella classifica finale del 2011, a 50” dal podio…), classe ’79, conosciuto per il suo carattere focoso, un gran combattente cui la durezza del “Mondiale d’Autunno” s’adatta perfettamente è il grande protagonista della corsa e sembra addirittura poter fare il colpaccio, perché il gruppo non si organizza subito: quando lo fa però, non ci mette poi tanto a ridurre lo svantaggio e alla fine, a soli 11,5 km dal traguardo, Voeckler viene riacciuffatto, per una beffa clamorosa.

Gruppo compatto, dunque, ai piedi della salita di Villa Vergano, l’ultima ascesa di giornata: ci provano in tanti, ma Joaquin “Purito” Rodriguez, vincitore un anno fa, dopo la beffa iridata, piazza uno scatto impressionante e vola da solo verso il traguardo, dimostrando di essere un campione vero, orgoglioso e capace di farsi vedere nelle corse più importanti da marzo a ottobre, grandi giri compresi…. Doppietta per lo spagnolo, quarto il miglior italiano, Gasparotto.