Non avrà il carisma dell’Inferno-Roubaix o la leggenda storica della Doyenne-Liegi-Bastogne-Liegi, ma resta, forse, la classica più tecnica e affascinante, con un clima unico, perché in Belgio, in modo particolare in questa zona, il ciclismo non è uno sport. E’ una religione. Trattasi della seconda classica monumento del 2014, dopo la Milano-Sanremo di due settimane fa.

Il Giro delle Fiandre è giunto all’edizione n.98 che si correrà domenica 6 aprile da Bruges a Oudennarde, su un percorso di 259km. Attese più di un 1.000.000 di persone su un tracciatoo che da qualche anno, ahinoi, fa a meno del mitico “Muro di Grammont” (sono 17 in totale), ma ha recuperato Kwaremont e soprattutto Paterberg, l’ultima asperità del percorso, 360 metri al 12,9% di pendenza media con punte al 20,3 %.

Lo scorso anno si impose in solitudine lo svizzero Fabian Cancellara, al secondo trionfo, in una gara dominata dal “Treno di Berna”, e per il 2014 i favoriti, con Fabian, sono sempre gli stessi, Sagan, Boonen (potrebbe diventare il primo corridore a conquistare 4 volte il Fiandre), cui si aggiungono anche Terpstra, Vanmarcke, Stybar, con Devolder, due volte vincitore, dato di nuovo in ottima forma e altri co-favoriti quali Thomas, Chavanel, Degenkolb, Kristoff. L’Italia si affida soprattutto al 24enne Matteo Trentin, dell’Omega-Pharma Quick Step, da sempre un cultore di queste corse e in grado di crescere ancora moltissimo sul pavè, vincitore della tappa con arrivo a Lione al Tour de France 2013. Gli serve l’esperienze che non può ancora avere, vediamo intanto se e quanto riuscirà a reggere il passo dei migliori.

L’Italia, dopo il Belgio (primo ben 68 volte!), è la Nazione più vincente da queste parti: cominciò Fiorenzo Magni con la sua tripletta consecutiva ancora ineguagliata (1949-1951), poi arrivò Dino Zandegù nel 1967; dagli anni ’90 la svolta targata Moreno Argentin (1990), Gianni Bugno (1994), Michele Bartoli (1996), Gianluca Bortolami (2001), Andrea Tafi (2002) e Alessandro Ballan (2007).

ALBO D’ORO GIRO DELLE FIANDRE