Finale di Giro altamente spettacolare, come nel 2015, con la sfida Contador-Aru. Anzi, anche meglio. In due giorni Vincenzo Nibali ha recuperato oltre 4′ di svantaggio e dal quarto posto si è vestito di rosa, all’ultima tappa disponibile, penultima in assoluto, per andare a conquistare il suo secondo Giro d’Italia dopo quello del 2013. Un finale entusiasmante, unico, storico. A Sant’Anna di Vinadio trionfa in solitaria Rein Taaramäe, estone del team Katusha, 29 anni, al 12° successo della sua carriera. Ma quel che conta è l’attacco di Nibali, che sulla penultima asperità e dopo l’ennesimo grande gioco di squadra (prima Scarponi, poi Kangert) lascia sui pedali i principali rivali e con un’azione fantastica se ne va per poi trionfare nella Corsa Rosa. Sesto nella tappa odierna, primo in classifica generale.

TAPPA

A 13,5 km dall’arrivo, durante la penultima ascesa di giornata, Colle della Lombarda, come previsto, dopo un’andatura molto forte tenuta da Scarponi, ecco la prima accelerazione di Vincenzo Nibali, che ci prova poi altre due volte nella penultima e decisiva tappa del Giro 2016. Nel secondo caso riesce a portar via anche Chaves e Valverde, nel terzo caso il siciliano scatta da solo e va in fuga. Kangert, inizialmente nella fuga che poi ha portato Rein Taaramäe al successo di tappa, gli dà una grossa mano prima dell’ultima asperità e il siciliano ci mette tutto del suo. Un trionfo che ha dell’incredibilmente e che probabilmente in pochi, forse nessuno, potevano ipotizzare solo tre giorni fa. Secondo nella generale Chaves, a 52”, terzo Valverde a 1”17, quarto Kruijswijk a 1’50”. Finale splendido di un Giro a questo punto sì, bellissimo e persino storico per quanto avvenuto nelle ultime due tappe.