Tappa splendida, ultimo squillo dei cacciatori di fughe prima dei ‘botti’ sulle montagne previsti per oggi e sabato. Rimonta strepitosa di Matteo Trentin che a qualche centinaio di metri dal traguardo supera di forza i due fuggitivi, Moreno Moser e Gianluca Brambilla e a vincere esultante sotto il traguardo. Una vera e propria beffa soprattutto per Moser, mentre Brambilla – non ha collaborato nel finale – ha lasciato strada a Trentin, compagno di squadra nella Etixx-Quick Step.

TAPPA

Il finale della lunga tappa di ieri (240 chilometri da Muggiò a Pinerolo) ha ricordato il finale della Liegi-Bastogne-Liegi ’87, quando Moreno Argentin aveva raggiunto a 500 metri dal traguardo Criquielion e Roche per poi batterli in volata, dopo che i due si erano controllati troppo (per Moreno, terza Liegi di fila, poi ne sarebbe arrivata una quarta nel 1991). O anche la beffa Basso-Bitossi al Mondiale di Gap ’72, ma forse qui esageriamo un po’. La giornata è stata animata da una lunga fuga (oltre 200 chilometri) di una ventina di corridori che hanno accumulato un vantaggio superiore ai 10 minuti. La bagarre si è scatenata sulla corta e ripida salita di Pramartino (4,6 chilometri con una pendenza massima del 17%) che ha lanciato verso il traguardo Moser e Brambilla. I due corridori erano sicuri di sfidarsi nella volata: il pronostico era piuttosto incerto perché equivalenti per le caratteristiche tecniche. Trentin ha finito per mettere d’accordo entrambi. I big non si sono dati battaglia arrivando al traguardo con 13 minuti e 24 secondi di ritardo: Alejandro Valverde ha preceduto tutti nella volata dei migliori mentre Nibali si è difeso nella breve ma impegnativa salita di Pinerolo. La classifica resta invariata con l’olandese Steven Kruijswijk in maglia rosa.

ULTIMI BOTTI

Oggi inizia la due giorni delle montagne piemontesi. Si parte con la Pinerolo-Risoul di 162 chilometri e la cima Coppi del Giro da scalare (il Colle dell’Agnello a 2.744 metri) a poco più di 50 chilometri dall’arrivo che si raggiunge al termine di un’altra ascesa al 7 per cento. La tappa “regina” sarà comunque quella di domani anche se rimane qualche incertezza sullo svolgimento. In programma la scalata del Col de la Bonette (2.715 metri): se le condizioni meteo sconsigliassero il transito gli organizzatori hanno già preparato un piano B che esclude lo sconfinamento in Francia. Finale di corsa interessante con diversi corridori pronti a scatenarsi per assicurarsi il podio, in particolare lo spagnolo Valverde. Impresa più difficile per Nibali, che però proverà a inventarsi qualcosa.