La tappa dei cinque Gran Premi della Montagna non tradisce le attese, anche per un colpo di scena clamoroso avvenuto a metà tracciato circa, che pure non ha cambiato troppo il corso della frazione, anzi. Ma l’ha resa più emozionante e quasi epica, questo sì. Sedicesima tappa, forse la più attesa, da Pinzolo (Trento) all’Aprica (Sondrio), 174km con cinque tante salite appunto, rispettivamente Campo Carlo Magno, Passo del Tonale, Aprica (primo estratto), Mortirolo, Aprica ancora. Alla fine si impone di nuovo Mikel Landa, così come a Madonna di Campiglio lunedì scorso, il basco dell’Astana probabilmente in questo momento il corridore più in forma del Giro, che scatta a 4km dall’arrivo e stacca Kruijswijk e Contador di 38”, finiti poi nell’ordine. Lo spagnolo resta saldamente in maglia rosa, padrone del Giro, e Landa supera Aru, in crisi sul Moritrolo, al secondo posto in classifica, pur molto in ritardo da Alberto. Il sardo ora è terzo. Ma la tappa è tutta da raccontare.

SEDICESIMA TAPPA

Dopo il secondo e ultimo riposo, si riparte da Pinzolo per le ultime sei tappe della Corsa Rosa n.98, anno 2015. Con tanta montagna ancora da scalare. La tappa procede regolare fino alla prima ascesa all‘Aprica, con diversi uomini in fuga e il gruppo a inseguire, non troppo distante. Poi, il colpo di scena. Nella discesa che porta a Tirano, prima del famigerato Mortitolo, Contador accusa un problema meccanico, fora, cambia bici, gentilmente presta da un compagno di squadra. Si stacca dal gruppo Aru, ovviamente. Contemporaneamente, neanche a farlo apposta, si accende la ‘miccia’: scattano quattro uomini del Team Katusha e portano via un piccolo gruppetto. Alle pendici del Mortitolo la situazione vede appunto una prima fuga guidata dal Team Katusha, il gruppo più ‘grosso’ tirato da uomini Astana, che certo non aspettano Contador, a inseguire, e la Tinkoff-Saxo più dietro a tirare proprio per Alberto.

MORTIROLO

Tutto questo proprio mentre inizia l’ascesa del Mortirolo, affrontata dal versante classico di Mazzo di Valtellina. Si tratta di un Gpm di prima categoria, con lunghezza 11,8 km, dislivello di 1.289 metri, pendenza media al 10,9%, massima 18% poco dopo 4 km dall’inizio dell’ascesa. I tornati che i corridori affrontano sono 31. Dopo il Mortirolo segue una discesa tecnica, con carreggiata ristretta nella prima parte fino a Edolo, prima della nuova ascesa all’Aprica, dove è posto il traguardo. E appena la strada sale verso la montagna che lanciò Marco Pantani nel 1994, Contador, rimasto con un solo gregario, a circa 50” dal gruppo di Aru, decide di lanciarsi da solo all’inseguimento, e di fatto compie una spettacolare crono-scalata, non prevista. Nel giro di 6 km raggiunge, da solo, salta uno dopo l’altro almeno 30 corridori staccati, uno spettacolo unico; e prova a prendere Aru, rimasto in testa alla corsa con il compagno di squadra Landa, Kruijswijk e Trofimov. Una volta compiuta l’impresa del ‘riaggancio’, Contador, a -4km dalla Montagna Pantani, attacca, vedendo Aru in difficoltà. Risponde Landa, più in forma di Aru che infatti lascia via libera al suo ‘gregario’ e i due raggiungono subito Kruijswijk, che si era leggermente avvantaggiato in precedenza. Il corridore sardo, secondo in classifica, soffre, cede, e scollina sul Mortirolo con quasi 2′ di ritardo da Landa,  Kruijswijk e Contador. Il trio si invola e sulla rampa finale, non certo dura come la montagna che l’ha preceduta, ma comunque ostica dopo una tappa così, Landa stacca i compagni di fuga a poco meno di 4km dall’arrivo. Quarto arriva Trofimov, quinto Amador, sesto Hesjedal, vincitore del Giro 2012, settimo Aru a 2”51, poi Caruso, Konig e Gomez. Domanda: ma se Landa fosse stato mandato all’attacco da solo all’inizio del Mortirolo, quando si era capito che aveva una grande gamba, con Contador staccato di 50” circa, quanto avrebbe potuto guadagnare sullo spagnolo? Landa ha invece aiutato Aru in evidente difficoltà… Classifica: Contador primo, Landa secondo a 4’02”, Aru terzo a 4’52”, poi Amador, Trofimov, Konig e Caruso.