Emozioni forti per un Giro che nell’ultima settimana ha regalato spettacolo e sorprese, ma che tutto sommato si è lasciato guardare sempre. Alla fine ha vinto il favorito n.1, Alberto Contador, ma alzi la mano chi si aspettava una sua crisi nella tappa più attesa di tutta la Corsa Rosa. Domani il corridore spagnolo festeggerà il suo secondo successo in maglia rosa, senza aggiudicarsi una tappa, esattamente come nel 2008. Certo, quel che conta è salire sul primo gradino del podio a Milano. Il resto, può essere contorno. Magari di alto livello, ma sempre contorno.

CRISI

Il trono rosa di Alberto ha rischiato di saltare proprio nell’ultima tappa vera, ma il Pistolero alla fine si è salvato dall’attacco dell’Astana e da un grande Fabio Aru, che dopo l’exploit di ieri a Cervinia ha subito fatto il bis solitario sul traguardo di Sestriere. La ventesima e penultima tappa del 98° Giro d’Italia, che anticipava la passerella conclusiva di domani da Torino a Milano, portava i corridori da Saint Vincent a Sestriere lungo 199 km completamente pianeggianti nella prima parte, ma poi caratterizzati da due montagne vere, che appartengono già alla storia della Corsa Rosa: il Colle delle Finestre (Cima Coppi con i suoi 2178 metri, salita lungo 18,5 km, per 7,8 km in sterrato) e il Colle del Sestriere. Un’accoppiata di vette che caratterizzò anche il Giro 2011 (vincitore di tappa il bielorusso Vasil Kiryenka) e soprattutto il Giro 2005, quando il leader rosa Paolo Savoldelli proprio sul Finestre venne attaccato da Gilberto Simoni ma salvò in extremis la propria leadership per soli 28”.

CRONACA

La tappa è stata caratterizzata dall’iniziale fuga di 9 corridori: Diego Ulissi (Lampre Merida), Ilnur Zakarin (Katusha), Matteo Busato (Southeast), Giacomo Berlato (Nippo Fantini), Jon Izaguirre (Movistar), Julien Berard (Ag2r), Marco Bandiera (Androni), Nicola Boem (Bardiani), Aleksejs Saramotins (IAM). I battistrada hanno avuto al massimo un vantaggio di 2’42”, segno che le squadre dei big volevano fare la tappa, cioè puntare alla vittoria. Infatti uno a uno i fuggitivi sono stati ripresi nei primi km del Colle delle Finestre, già molto duro ma ancora in asfalto. L’ultimo ad arrendersi è stato il russo Ilnur Zakarin, che anzi sulla prima salita ha allungato in testa alla corsa, mantenendo il proprio vantaggio a circa 2’.

BIG

A circa 36 km dalla fine nel gruppo dei big ha tentato di allungare l’olandese Kruijswijk, imitato poco dopo dal canadese Hesjedal. Le due accelerazioni hanno scremato il gruppo dei big, nei quali sono rimasti solo Contador, Aru, Landa, Kangert e Aru, oltre a Hesjedal e Kruijswijk. Al -34 km dal traguardo è arrivato l’attacco Astana: Landa è partito secco e Contador ha inizialmente cercato di resistergli, invano però. Lo spagnolo, per non rischiare il fuori giri e magari il contrattacco di Aru, ha preferito proseguire sul proprio passo. E così Landa, sullo sterrato anche piuttosto gibboso del Colle delle Finestre, ha dilatato il proprio vantaggio sulla Maglia Rosa e avvicinato il leader Zakarin, sempre in testa alla corsa. A -30 dal traguardo e circa 2,5 km dalla vetta del Finestre, il colpo di scena: Contador, molto affaticato, non ha saputo reagire nemmeno all’attacco di Aru, che aveva risposto all’ennesima tilettata di Hesjedal, ed è rimasto da solo, senza compagni al fianco, con la bici quasi impastata nel terriccio della strada.

FINALE

Intanto Landa aveva preso Zakarin e l’aveva anche bruciato in cima per il GpM di prima categoria, a 29” sono transitati Hesjedal, Uran e Aru, mentre Contador passava solo a 1’20”. Nella discesa verso la Val Chisone, Landa e Zakarin restavano davanti, inseguiti a 50” da Uran, Hesjedal, Aru e Kruijswijk, più indietro invece – e sempre da solo – Contador a 1’32”. Dopo un breve falsopiano, a 9 km circa dal traguardo è cominciata l’ultima salita, verso il traguardo del Sestriere, e i primi due sono stati raggiunti dai quattro inseguitori. Poco dopo c’è stata la resa di Zakarin, troppo stanco per reggere il ritmo dei battistrada Landa, Aru, Hesjedal, Kruijswijk e Uran. A 2 km dalla vetta la svolta della tappa: Aru ha tentato lo scatto, stoppato dal solo Uran, il più pericoloso. Ma il giovane corridore sardo a Sestriere si allena abitualmente e ha decine di tifosi: non poteva certo deluderli. E infatti Aru è subito ripartito con un altro scatto, questa volta trovando in riserva Uran. Entusiasmante la cavalcata finale del tamburino sardo, che a soli 24 anni conquista, dopo Cervinia, anche la tappa in uno dei luoghi sacri nella storia del ciclismo. A 18” è arrivato Hesjedal, a 24” Uran e Landa, a 34” Kruijswijk, solo a 2’25” Contador, sesto al traguardo ma in grado di salvare comunque la maglia rosa.

CLASSIFICA GENERALE

In classifica infatti il fuoriclasse spagnolo ha mantenuto 2’02” su Aru, 3’14” su Landa, poi Amador quarto a 8’19”, Hesjedal quinto a 9’52”, Konig sesto a 10’50”, Kruijswijk settimo a 11’02” e Damiano Caruso ottavo a 12’17”.