L’episodio è noto: Sebastian Giovinco viene fischiato sonoramente dallo Juventus Stadium durante la gara interna contro il Siena, poi segna il gol del 2-0 e zittisce metaforicamente i contestatori con un gesto polemico (foto by InfoPhoto). Antonio Conte ha giustamente difeso il proprio giocatore nel dopopartita (il suo ruolo è quello), criticando ancora una volta l’atteggiamento del pubblico bianconero, reo di non supportare adeguatamente una squadra “che sta facendo cose straordinarie da un anno e mezzo”.

I tifosi, a giudicare da quanto si legge sui social network, hanno decisamente meno certezze del tecnico bianconero sulla faccenda. C’è chi difende Giovinco, e sono tanti. C’è chi se la prende tanto con i contestatori quanto con il giocatore, che non avrebbe dovuto reagire. Ma sono molti quelli che non perdonano: perché il pubblico ha ragione a prescindere, perché Giovinco non è bravo abbastanza da potersi permettere sceneggiate da primadonna, perché chi non sa sopportare i fischi non ha la personalità per reggere il grande palcoscenico. E questo, secondo me, è il punto più interessante.

È vero che prendere di mira un proprio giocatore, specialmente quando la squadra sta lottando (con ottimi risultati, peraltro) per grandi obiettivi non è certo un modo di soffiare alle spalle della squadra stessa. Non c’è alcun guadagno, semmai l’esatto contrario. Molti grandi calciatori (e, diciamocelo, il buon Sebastian non rientra nella definizione) sono stati bersagliati dal proprio pubblico ben oltre i propri effettivi demeriti, semplicemente perché non è mai scattata la chimica con una parte della tifoseria: uno dei casi più eclatanti è stato quello di Clarence Seedorf, che una frazione minoritaria di San Siro, per motivi misteriosi, non ha mai imparato ad amare, nonostante la classe cristallina e i trionfi a catena.

Il guaio è che non tutti hanno l’ego gigantesco dell’olandese, che ai borbottii intermittenti di San Siro non ha mai dedicato più di un sopracciglio alzato. Il gesto di Giovinco è quello di un giocatore che soffre dello scarso amore del pubblico e continuerà a soffrirne. Indipendentemente dal suo valore – per chi scrive, il minuscolo attaccante bianconero è stato sopravvalutato, anche e soprattutto in sede di riscatto – i tifosi bianconeri farebbero bene a cambiare strategia. Non c’è motivo di creare complicanze superflue a una squadra che sta rispettando tutti i pronostici, non c’è motivo di voler evidenziare ulteriormente la verità del campo, che è chiara a tutti, Conte e Marotta compresi.