Si sa, gli insulti su Twitter sono diventati l’ultima frontiera della rivalità calcistica; o meglio, sono diventati la sua avanguardia più distorta, indistinguibile dalla maleducazione e dall’idiozia. Le faide tra fazioni contrapposte – e la cosa, naturalmente, non riguarda solo il calcio o solo lo sport – sono il pane quotidiano di qualunque social network, e ormai ci siamo persino abituati agli interventi a piedi uniti dei calciatori stessi, che sempre più raramente si sottraggono alla pugna dialettica (si fa per dire: i caratteri sono sempre 140).

Ci saremmo augurati che almeno i giornalisti si sarebbero tenuti lontani dalla tentazione (spesso difficilmente contenibile, va detto) di rispondere per le rime alle critiche o alle provocazioni nell’arena virtuale di Twitter. E invece, all’indomani di Napoli-Lazio, il telecronista RAI Marco Lollobrigida ci è cascato con tutte e due i piedi, o con tutte e dieci le dita, come preferite. Già accusato in precedenza di essere troppo filo-laziale (e già questo la dice tutta sul livello della polemica), in risposta alla critica di un utente di sesso femminile, Lina Miele, che, citando Sciascia, l’aveva sbrigativamente definito “giornalisticchio”, il giornalista ha pensato bene risponderle così: “Scusa ma ti blocco. Sei troppo brutta mi metti paura“.

E’ triste che un collega non trovi, nel suo bagaglio retorico, nulla di meglio che un riferimento all’estetica dell’interlocutore. Tecnicamente si tratta di un argumentum ad personam, un artificio della retorica volto a invalidare l’opinione del tuo avversario attaccandolo sul piano personale. Nel linguaggio di tutti i giorni, si tratta di una carognata bella e buona, resa ancor più grave dal fatto che stiamo parlando di un professionista (molto ben) pagato con denaro pubblico, e che dunque dovrebbe sapere che, in piccola parte, anche la signora Lina Miele contribuisce al suo stipendio.

Intendiamoci: il fatto di essere un dipendente pubblico non ti mette nell’infelice condizione di zimbello del popolo. Alle critiche si può e si deve rispondere, e non è detto che si debba per forza usare il fioretto. Ma la buona educazione e lo stile non sono negoziabili, non sulla pubblica piazza, non da parte del servizio pubblico. Lollobrigida si è poi scusato per la propria scortesia. Almeno questo.

https://twitter.com/mlollobrigida/status/586108859162501120