Episodio clamoroso nel campionato di basket israeliano, al termine del derby di Tel Aviv tra il Maccabi, prossimo avversario dell’Olimpia Milano nei playoff di Eurolega, e l’Hapoel padrone di casa. Protagonista il centro greco (di mamma camerunese) Sofoklis Schortsanidis, che in risposta a un presunto insulto razzista proveniente dalle tribune, si è scagliato con la furia di un toro sugli spalti gremiti di tifosi di casa per farsi giustizia da solo. C’è voluto l’intervento dei suoi compagni del Maccabi e degli steward del palazzetto per convincere Big Sofo – parliamo di un bestione di 206 centimetri per 160 chili - dal recedere dai suoi istinti di vendetta. Ecco il video:

Inutile dire che Schortsanidis rischia una pesantissima squalifica, anche perché, come si vede dalle immagini, nella tribuna invasa erano presenti alcuni bambini – tra cui il figlio di quattro anni del coach dell’Hapoel. Peraltro, l’ex Cantù e Olympiacos non è nuovo a questo genere di intemperanze. Nell’agosto del 2010 fu tra i protagonisti dell’incredibile rissa tra i giocatori di Grecia e Serbia, conclusasi addirittura con l’arresto del serbo Nenad Krstic. E ancora, nel 2011, riecco il Baby Shaq, in coppia con il compagno David Blu, menare cazzotti contro Romeo Travis e Adrian Banks (oggi a Varese).

In realtà, agli appassionati di basket l’episodio avrà sicuramente ricordato una versione light della più grave rissa mai avvenuta in NBA, il far west di Auburn Hills del novembre 2004, che vide il coinvolgimento di giocatori, staff tecnico e tifosi, il tutto rigorosamente in diretta tv. Un parapiglia infernale nei confronti del quale la lega americana fu durissima: 156 giornate di squalifica complessive comminate ai giocatori, di cui 86 per il solo Ron Ron Artest (ora Metta World Peace), 30 per Stephen Jackson e 25 per Jermaine O’Neal, ben 12 milioni di dollari complessivi di multe e 280 ore di lavoro di pubblica utilità.