La Germania si è laureata campione del Mondo vincendo per 1-0 la finale contro l’Argentina. Un successo che ha portato i tedeschi a quota quattro titoli mondiali, in compagnia dell’Italia e subito dietro al Brasile fermo a quota cinque. Fin qui, niente di strano. Ma una cosa va rimarcata: è assai facile ricordarsi del gol di Gotze, delle parate di Neuer o della prova da Highlander di Bastian Schweinsteiger. Quando si vince, però, si vince tutti assieme. Dunque, i campioni del mondo in questo momento sono 23 più il tecnico Joachim Low.

D’altronde anche Andy Warhol, personaggio tra i più influenti del XX secolo, aveva affermato, seppur in un contesto diverso: “In futuro tutti saranno famosi per 15 minuti”. Una frase così simbolica da essere stata incisa addirittura sulle mura del New York Museum of modern art nel 1970. Dunque, prendiamola e facciamola nostra per questa Germania: i portieri campioni del Mondo sono tre: Manuel Neuer del Bayern Monaco, ma anche Ron-Robert Zieler (Hannover 96) e Roman Weidenfeller (Borussia Dortmund). Per la difesa, oltre ai titolari Philipp Lahm, Benedikt Höwedes, Mats Hummels e Jérôme Boateng, la gloria s’è poggiata anche su chi di spazio ne ha avuto meno, come Kevin Grosskreutz e Per Mertesacker, o su chi proprio è rimasto seduto in panchina a guardare gli altri: Matthias Ginter, Erik Durm e il sampdoriano Shkodran Mustafi, gente che finora ha giocato una sola gara in nazionale. Gloria per Sami Khedira, Bastian Schweinsteiger, Mesut Özil, André Schürrle, Thomas Müller, Mario Götze, Lukas Podolski, Miroslav Klose e Toni Kroos. Ma anche per Julian Draxler e Christoph Kramer. In fin dei conti, i 15 minuti di gloria sono già passati.

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