Angela Merkel non sa neanche che cos’è la scaramanzia. Da lady di ferro tedesca, non ammette tentennamenti. Né nei suoi collaboratori, né nei suoi pensieri. E così, sicura, vota Germania nella finale di questa sera contro l’Argentina. Non c’è Messi che tenga: “Scommetto sulla nostra vittoria”. Pronta a esultare, ad abbracciare i suoi ragazzi. A vedere Lahm sollevare per la quarta volta la Coppa del mondo. Come fece l’Italia nella sua Berlino ormai otto anni fa.

L’Argentina fa paura? Il cancelliere tedesco la esorcizza: “Non sarà facile, ma una chance di vincere c’è. Non posso che fare l’in bocca al lupo alla squadra”. E poi ancora: “L’Argentina non va sottovalutata”. Quasi un rigurgito di ragione, dopo essersi lasciata andare al tifo. L’Argentina non va sottovaluta, no. Specialmente perché ha in campo uno che le partite le può risolvere da solo, come e quando vuole. Ma la Germania è un gruppo. Non un solo campione. Un’armata, che ha spazzato via il Brasile, facendo disperare un popolo intero.

Con l’Albiceleste non sarà la stessa passeggiata di salute. E Angela Merkel sarà al Maracanà. Contrariamente al presidente argentino. Cristina Kirchner, che non sarà sugli spalti. Non si incroceranno, no. Sarebbe stato bello vederle una al fianco all’altra, come nel 1982 a Madrid quando Sandro Pertini e il presidente tedesco videro insieme gli Azzurri trionfare per 3-1.

Alla tv Zdf, prima di imbarcarsi per Rio, Angela Merkel rilascia ancora una dichiarazione: “Le squadre europee non hanno mai vinto in Sudamerica, ecco perché sarà ancora più difficile”. Dimostrando grande cultura sportiva. Aggiungiamo che le squadre europee non hanno mai avuto grossa fortuna uscendo dal Vecchio Continente. Unica eccezione – almeno fino a stasera – il successo in Sudafrica della Spagna. Vuoi vedere che anche quel tabù è rotto, quindi? E allora si può anche essere non scaramantici.