Nel Monday Night della 32.a giornata un Milan volenteroso, chirurgico e fortunato espugna Marassi sponda Genoa per 2-1 e torna a vedere la zona Europa League, ora distante solo 5 punti, benché con altrettante squadre davanti. La terza vittoria consecutiva dei rossoneri, dopo quelle contro Fiorentina e Chievo, porta la firma di Adel Taarabt e, rullo di tamburi, nientemeno che Keisuke Honda, che riscatta l’ennesima prova opaca con una rete bella e decisiva. Alla squadra di Gasperini, protagonista di una gara di assoluto livello, non è bastato il gol di Motta in collaborazione con lo stinco di Abbiati.

L’avvio di gara è molto intenso, benché poco spettacolare. Sicuramente meglio il Milan, inizialmente privo dell’influenzato Balotelli (in panchina): difesa alta, giro palla efficace e stazionamento costante nella metà campo rossoblu. Al Genoa non resta che intasare gli spazi e metterla sull’agonismo, specialità nella quale si distingue Beppe Sculli, autore di 3-4 interventi piuttosto duri ma perdonati da un Banti troppo permissivo. Un match del genere può essere sbloccato solo dal colpo del singolo, ed è proprio così che va. Al 20’ Kakà verticalizza per Taarabt, il marocchino taglia da sinistra verso il centro, Pazzini gli porta via De Maio con un movimento a incrociare da attaccante di razza e l’esterno trova l’angolo lontano con un destro potente e preciso. Terzo gol in campionato per Taarabt, il secondo a Marassi dopo quello contro la Sampdoria, e vantaggio meritato per il Diavolo. La squadra di Gasperini reagisce come meglio non si potrebbe, cavalcando soprattutto gli esterni: a sinistra, dove Antonelli approfitta della consueta inconsistenza ectoplasmatica di Honda per mandare Bonera in costante inferiorità numerica, e a destra, con il guizzante Fetfatsidis che mette in crisi Constant. Al 36’ Bertolacci sfiora il pareggio con un fendente mancino che sibila non più di mezzo metro alla sinistra di Abbiati, poi, 5’ dopo, è Mexes a mettere i brividi ai suoi tifosi con una deviazione di testa all’indietro che termina a lato di un nonnulla. Si chiude il primo tempo con un altro tentativo genoano dalla distanza, questa volta a firma Marchese, ben bloccato a terra da Abbiati.

Il Genoa riparte suonando il medesimo spartito, anzi meglio. Il greco dal nome impronunciabile fa la piroetta su Constant e fa partire una sassata di sinistro che costringe Abbiati a una respinta complicata. Poco dopo è De Maio a incornare di un nulla sopra la traversa una punizione ottimamente calciata da Stefano Sturaro (visto che ci siete: segnatevi questi due nomi). Ormai i rossoneri hanno totalmente perso il timone della partita, lunghi e sfilacciati come sono, si difendono a fatica e non riescono a costruire nulla in attacco. Eppure, mentre ci si aspetta il pareggio rossoblu, ecco che al minuto 11 arriva il raddoppio milanista: Taarabt, ancora lui, approfitta del cattivo posizionamento della difesa genoana e pesca Honda, fin lì il peggiore in campo tra i rossoneri, sulla trequarti centrale; il nipponico aggira Marchese con eleganza e batte Perin in uscita con un delizioso scavetto dal limite dell’area. È il suo primo gol in Serie A ed è sintomatico che lo abbia segnato nello stadio di Kazu Miura, che 20 anni fa divenne il primo giapponese d’Italia. Lo 0-2 non mette in congelatore il match, tutt’altro. Seedorf non si accorge che sia Honda (al di là del gol, altra partita da pollice verso) che Taarabt non riescono più ad aiutare il centrocampo, dominato da Sturaro e Bertolacci, mentre Pazzini e Kakà, entrambi in giornata no, non tengono mai in alto il pallone. Il Genoa guadagna metri, sempre più pericolosamente, finché non passa: su azione di corner, Motta, che di mestiere fa il terzino, estrae dal cilindro un coniglio con le sembianze di un destro al volo che sbatte prima sotto l’incrocio dei pali e poi sulla gamba di Abbiati, prima di oltrepassare la linea di porta. Una rete che a qualche milanista avrà ricordato quella incassata da Nicola Berti in un derby del marzo 1995. Il 2-1, com’è ovvio che sia, moltiplica le energie rossoblu e nel giro di 3’ il Genoa sfiora per due volte il pareggio: Abbiati s’inventa la parata dell’anno su un destro a botta sicura di Sturaro; sul proseguimento dell’azione, è Mexes a salvare sulla linea il tentativo di doppietta personale di Marco Motta. Per l’assedio finale Gasperini butta dentro anche Centurion e Calaiò, mentre Seedorf risponde con Balotelli, Birsa e Poli in luogo di Pazzini, Taarabt e Kakà. Cambi tardivi per il tecnico olandese, dal momento che il Milan era andato in sofferenza molto tempo prima, ma per sua fortuna gli avversari non ne hanno più. Gli ultimi minuti scivolano via senza scossoni. Il Milan vince e torna a vedere l’Europa, anche se ancora da lontano, anche se è un’Europa minore.

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