Un Genoa combattivo e  arcigno non riesce a fermare la corsa di una Juventus oggi non brillante. Al Ferraris è 1-0 per i bianconeri. Lo scudetto è sempre più vicino. Dopo 28 giornate i Campioni d’Italia hanno 75 punti. Oltre ogni limite. Oggi i la Vecchia Signora deve ringraziare due fantastici campioni: Buffon e Pirlo, veri e propri eroi della sfida di Marassi.

Nemmeno il tempo di archiviare il pareggio contro la Fiorentina nell’andata degli ottavi di finale di Europa League e la Juventus si deve già gettare a capofitto sul campionato. E’ vero che non scende in campo lo stesso undici di tre giorni fa, ma non è facile per la squadra di Conte dover giocare a così poche ore di distanza dal match di coppa. Bisogna recuperare dal punto di vista fisico e nervoso. In serie A i bianconeri hanno un grande vantaggio sulla concorrenza, ma nei giorni scorsi Conte ha affermato ‘stiamo facendo bene e abbiamo un buon vantaggio nei confronti delle dirette concorrenti, ma in campionato restano 11 partite, ci sono ancora 33 punti in palio e non consideriamo lo scudetto un discorso chiuso, anzi’. Certo che, considerato il distacco dalle rivali nella nostra massima categoria, il pensiero della gara di ritorno di Europa League di giovedì prossimo sarà nella testa dei bianconeri. Nei giorni scorsi in relazione alla tenuta atletica della sua squadra, il tecnico salentino dichiara ‘non ci sono problemi da questo punto di vista’. Nelle ultime gare i bianconeri, comunque, paiono evidenziare qualche calo fisico nei secondi tempi anche se relativamente alla sfida di giovedì scorso Conte ritiene: ‘nel secondo tempo non ho visto un calo particolare’. Quello di Genova non è certo un appuntamento semplice per i Campioni d’Italia. Da quando Gasperini (ex allenatore della Primavera della Juve con la quale ha vinto anche il prestigioso Torneo di Viareggio) siede sulla loro panchina, i rossoblù sembrano avere ritrovato la retta via. I liguri giungono dalla sconfitta contro il Chievo e vogliono fare lo sgambetto alla Vecchia Signora. Il tecnico bianconero schiera il solito 3-5-2.  In difesa ci sono Caceres, Bonucci e Chiellini. Barzagli, che avrebbe dovuto essere nell’undici titolare, si è fermato nel riscaldamento pre partita per problemi muscolari. Sulla corsia di destra torna Lichtsteiner, mentre sulla sinistra c’è Asamoah. Nel cuore del centrocampo spazio a Vidal, Pirlo e Pogba. Davanti giocano Osvaldo e Llorente. I rossoblù rispondono con uno speculare 3-5-2.

Inizialmente le due squadre sono molto aggressive, fanno un grande pressing, complicandosi vicendevolmente la fase di costruzione. Matuzalem non perde di vista Pirlo per un secondo. Lo bracca e blocca così la maggior fonte di gioco dei bianconeri. La gara è maschia e intensa, ma allo stesso tempo noiosa. Stilisticamente e tecnicamente non mostra nulla di entusiasmante. Al 20′ Osvaldo, grazie a un rimpallo fortunoso, si trova solo davanti a Perin e lo batte. Pareva quasi il replay del suo primo gol con la maglia della Juve contro il Trabzonspor, ma questa volta l’italo-argentino si trova in fuorigioco al momento dell’assist involontario di Llorente. Mazzoleni fischia l’offside e la rete non è valida. Il tandem avanzato composto dallo spagnolo e dall’ex giocatore della Roma è sicuramente una gioia per gli occhi delle signore presenti a Marassi o davanti ai teleschermi. Non pare però troppo convincete sul campo. I due faticano a trovarsi. Le altre combinazioni di attaccanti juventini sembravano più compatibili. Da rivedere. Al 37′ Bertolacci protesta vigorosamente per un contatto in area di rigore bianconera. Il contatto con Lichtsteiner c’è, e potrebbe essere sufficiente per sanzionare un calcio di rigore. Sul ribaltamento di fronte, Pogba pesca perfettamente Osvaldo che batte nuovamente Perin, ma l’assistente dell’arbitro Mazzoleni, Ghiandai, solleva la bandierina prendendo un grosso abbaglio. De Maio teneva in posizione regolare il bomber dei Campioni d’Italia, al quale per la seconda volta viene strozzato l’urlo in gola. Sfortunato. Nel primo tempo i rossoblù sono stati tatticamente perfetti e sono risusciti a disinnescare la pericolosità della capolista. Complimenti a Gasperini.

Nella ripresa il canovaccio della sfida non cambia. La Juve fatica a rendersi pericolosa e il Genoa prova ad alzare il suo baricentro. Al 10′ Bertolacci si rende protagonista di un’ottima azione personale, ma la sua conclusione è centrale e Buffon si oppone. L’aggressività dei liguri è impressionate e i bianconeri perdono molti duelli personali. Intorno al quarto d’ora Pogba rimedia un giallo che gli costerà la trasferta di Catania. Infatti era diffidato. Al 25′ Vidal intercetta con la mano una palla vagante nell’area bianconera. Per Mazzoleni non ci sono dubbi. E’ rigore. Dagli undici metri Calaiò spreca con una conclusione al limite dell’imbarazzante (strano per un giocatore  che solitamente non fallisce tali occasioni), Buffon para e salva la Vecchia Signora. Per il portiere dei Campioni d’Italia questa è la presenza numero 476 in bianconero. Raggiunge così Zoff al quinto posto nella graduatoria dei veterani juventini. Poco più tardi Conte prova a inserire Quagliarella, che non si vedeva dallo scorso 21 gennaio, per Osvaldo. E’ la mossa è vincente. Al 44′ l’attaccante si procura un calcio di punizione che Pirlo trasforma in maniera magistrale. Questo può davvero essere il gol scudetto. La Juve soffre, ma riesce a vincere. Sono segnali inequivocabili. Mazzoleni decreta la fine delle ostilità e Conte esplode esultando con i suoi tifosi.

Oggi la Juve non subisce gol. Questa è sicuramente una indicazione positiva e la speranza dei tifosi bianconeri è che la rete di  SuperMario Gomez di giovedì scorso rimanga un piccolo incidente di percorso.

Riscuotono interesse le prestazioni di Motta e De Ceglie. Il cartellino dei due giocatori appartiene alla Juventus, ma ora militano in prestito al Genoa fino a fine stagione. Solo il primo è in campo e disputa una gara di grande voglia e generosità.

Il Ferraris è pieno. La sfida contro la Juve appassiona tutti e, quasi ovunque vada, la Vecchia Signora richiama un folto pubblico. Marassi è una bolgia.