Presentazione ufficiale per la nuova Gea World. La rinascita di un’azienda, un ritorno sul mercato di chi vuole rientrare nei giochi “con progetti ancora più ambiziosi”, come riferito da Alessandro Moggi. Torna un mostro o si crea una nuova opportunità di lavoro?

Le parole di Alessandro Moggi portano indietro col tempo ma anche avanti: “Vogliamo essere un’azienda al servizio dello sport, per lo sport e per tutti gli attori del nostro mondo – dice – un punto di riferimento che serva per costruire, proporre idee nuove e magari aiutare ad uscire da questo momento di crisi”. Dopo una ventina di minuti di Ivan Vecchietti, amministratore delegato di Gea World, e delle parole del direttore Oggero, la serata si anima, preda di gioie culinarie e visioni femminili paradisiache. Presenti all’evento, tra gli altri, anche l’amministratore delegato della Juventus, Giuseppe Marotta, il suo alter ego al Milan, Adriano Galliani, il presidente del Genoa, Enrico Preziosi e molti altri. La nuova Gea avanza e si getta nel nostro, vecchio, calcio. Una differenza rispetto al passato c’è: non sarà più un’agenzia di procure calcistiche ma solo un’azienda privata che servirà il mondo del calcio per attività di marketing. Azienda gestita da Riccardo Calleri ed Alessandro Moggi. Le male lingue hanno subito domandato: “Tecnicamente Luciano Moggi potrebbe prendere parte a questo progetto?”. La risposta, tanto agghiacciante (non ce ne voglia Antonio Conte…) quando fluorescente, è stata semplice: ““. Eh sì, perché Lucianone sarà anche radiato da tutti i ruoli in seno al mondo del calcio, ma nessuno gli precluderebbe la possibilità di partecipare ad un’azienda privata. E la nuova Gea World è un’azienda privata… ritorno al futuro (o al passato)?