Tra tutte le possibili variazioni che sarebbe stato lecito attendersi nel dopogara di Milan-Genoa, quella di Giampiero Gasperini contro l’Inter non era sinceramente in prima fila nei pronostici. Inzaghi a un passo dall’esonero, il club rossonero a un passo da uno storico passaggio di consegne, e parte dell’attenzione viene invece dirottata sulle parole del tecnico di Grugliasco, che ha preferito non infierire sull’avversario pericolante (il Milan e Inzaghi) per concentrarsi su un antico nemico mai dimenticato: l’Inter di Moratti.

Il mio rammarico è che non ho avuto tempo di lavorare: la squadra era stata assemblata a fine estate, poi quando è partito il campionato è durato davvero poco. Sono stato giudicato incapace da gente incapace, a Milano ho trovato molto incapacità. Ho visto roba veramente scadente a Milano

Qualcuno ha provato a gettare acqua sul fuoco, divergendo il tiro dalla società Inter alla stampa milanese. Operazione di peacekeeping lodevole ma maldestra, perché chi ha seguito la lunga querelle tra Gasperini e Massimo Moratti non può mai equivocare l’identità del destinatario di questi strali.

Il rapporto tra Gasp e l’Inter non era iniziato esattamente sotto la più fortunata delle stelle: un tecnico di scuola Juve, peraltro pubblicamente negazionista di Calciopoli, che si insedia al comando dell’esercito nemico? E, soprattutto: un artigiano del calcio, abituato al suo lavoro di cesello in club medio-piccoli, che va ad allenare una squadra piena di campioni vecchi e litigiosi? Difficile da credere. E infatti non funzionò: dopo appena quattro giornate, nel settembre 2011, la panchina del Gasp saltò. Fu la genesi di una lunga battaglia dialettica, tra un tecnico ferito nell’orgoglio e un presidente alla ricerca di un capro espiatorio per giustificare l’inizio di un’inevitabile decadenza (vi ricorda qualcuno? Magari sull’altra sponda del Naviglio?). Tra un “all’Inter non c’è mai stato un progetto di gioco” e un “la colpa del disastro è tutta di Gasperini“, un “senza Calciopoli l’Inter non avrebbe mai vinto” a un “Complimenti a Gasperini, proprio un signore…“, si è arrivati fino a questa ennesima stoccata. La speranza è che, con Moratti ai margini, la si finisca qui una volta per tutte.