Lui dice di voler restare “fino alla morte”, ma la verità è che non ce ne sarà bisogno. Il destino di Rudi Garcia alla Roma è segnato: comunque vada, non sarà più sulla panchina giallorossa a partire dal prossimo giugno, ma dopo il clamoroso rovescio in Coppa Italia contro lo Spezia – che ha fatto seguito alle umiliazioni in Champions League e al tracollo in campionato – le probabilità di un esonero durante le feste natalizie sono diventate alte. Anzi, altissime: secondo parte della stampa italiana, ci sarebbe già stato un summit telefonico tra il presidente Pallotta e i dirigenti Baldissoni, Sabatini e Zanzi, per concordare la defenestrazione del tecnico francese e iniziare a sfogliare la rosa dei nomi dei possibili sostituti.

Com’è noto, l’obiettivo numero uno della Roma si chiama Antonio Conte: è lui l’uomo a cui Pallotta e Sabatini vogliono affidare la ricostruzione giallorossa, ma ovviamente non si potrà procedere in questa direzione fino al prossimo luglio, dopo gli Europei. Al momento, la Roma vorrebbe trovare un traghettatore esperto, anche se non è semplice convincere un allenatore navigato a prendersi carico di una squadra che a giugno dovrà consegnare al commissario tecnico della nazionale. Lippi, Capello e Spalletti sono pezzi da novanta attualmente liberi sul mercato, e gli ultimi due possono contare su un canale preferenziale, visto il loro felice passato romano, ma difficilmente potrebbero accettare un incarico pro tempore (a meno che non sia contornato dalla promessa di un ruolo dirigenziale a seguire).

Discorso simile per Marcelo Bielsa, vecchio pallino di Sabatini: el Loco è sicuramente uno dei più grandi maestri di calcio al mondo, e ha la piacevole (per i club) abitudine a firmare soltanto contratti annuali, ma anche in questo caso c’è da dubitare che possa accontentarsi di un contratto semestrale. La Roma dovrà impegnarsi almeno fino al giugno 2017. E, in ogni caso, l’argentino (che non ha mai allenato in Italia, peraltro) non è un tecnico di rottura ma di apprendimento: il profilo ideale per una squadra da restaurare nel gioco, ma forse non per una squadra da risvegliare nello spirito.

E allora, con ogni probabilità l’allenatore che si avvicina di più alle esigenze contingenti del club giallorosso è Walter Mazzarri. Profondo conoscitore del nostro calcio, uomo pratico e capace di esaltarsi nelle situazioni di crisi, l’ex tecnico di Napoli e Inter (club con il quale è ancora sotto contratto) accetterebbe anche un contratto non particolarmente lungo pur di rimettersi in gioco ad alti livelli. La sua carica e la sua energia potrebbero essere quello che ci vuole per un gruppo di giocatori dalle qualità indiscutibili, ma apparentemente svuotati dentro.