Intervenuto a GazzettaTv, Adriano Galliani si è sottoposto al fuoco incrociato delle domande dei tifosi in videochat e dei giornalisti presenti in studio. Si è parlato di tutto: di Balotelli, del prossimo Milan-Juventus, dell’acquisto di San Siro, del calciomercato e del futuro di Allegri. Ecco il Galliani-pensiero:

Juventus-Milan: ci sarà Balotelli?

Speriamo, stiamo discutendo il ricorso in questi minuti, speriamo di averlo domenica. Ingiustizia? Diciamo che due giornate mi sembrano quantomeno eccessive.

Mario sulla copertina del Time…

Il nostro è stato un acquisto ispirato da fini tecnici, come ormai si è capito. È un grande calciatore, patrimonio del Milan e della nazionale, e anche se è un personaggio mediatico di certo non lo abbiamo preso per questo.

Nedved ha detto di volerlo vedere in campo…

Penso che Nedved si ricordi di quando non ha potuto giocare la finale di Champions League contro di noi nel 2003 per un’ammonizione rimediata contro il Real Madrid. L’ho interpretato come un discorso del suo subconscio.

Rivalità tra El Shaarawy e Balotelli?

Sono amicissimi, non c’è nessun problema, la coppia fa benissimo da noi e con l’Italia. Stephan ha il minutaggio più alto, è normale che debba tirare il fiato. La mia esperienza mi insegna che i ragazzi di 20 anni soffrono di un po’ di stress, di qualche alto e basso, è normale. I test atletici sono ottimi, è una piccola flessione mentale, niente di più.

Si è arrabbiato con Allegri per l’esclusione del Faraone?

Non c’è nessun caso, decide l’allenatore e non c’è stato alcuno strascico di alcun genere. In panchina c’è andato anche Van Basten, può succedere a tutti. Non conosco la formazione di domenica perché decide Allegri, ma credo che Stephan giocherà.

Robinho ha detto di voler rimanere altri sette anni al Milan… aria di rinnovo?

In effetti Robinho non voleva tornare in Brasile, ma tornare al Santos, dov’è cresciuto e nella città dove vive la sua famiglia. Lui è un giocatore importante e valuteremo cosa fare, ma io so cosa lui pensa. Di rinnovi si parla a fine anno, aspettiamo di sapere se giochiamo o meno in Champions League e da quel momento possiamo programmare il budget.

Dei sette giocatori in scadenza o in prestito (Bojan, Ambrosini, Flamini, Abbiati, Yepes, Bonera e Zapata), quanti ne possono rimanere?

Da uno a sette (ride, ndr). Come detto, anche per loro aspetteremo la fine della stagione. Abbiamo chiuso con una parità sostanziale di bilancio e questo risultato, che è importantissimo, deve essere ripetuto anche l’anno prossimo, per cui dobbiamo stare attenti, se vogliamo creare quel circolo virtuoso economico-sportivo che in Italia oggi è così difficile da raggiungere.

Nel 2016 il Milan avrà il suo stadio?

Noi pensiamo di restare a San Siro, con l’Inter o da soli. Abbiamo provato più volte a comprarlo, ma fino a questo momento il Comune ha sempre chiesto troppo: noi comunque restiamo interessati. Ricordiamo che, quando fu costruito, San Siro era lo stadio del Milan, che il club vendette nel 1937 al Comune di Milano, ma per 10 anni era stato la casa del Milan. Qualora l’Inter decidesse di costruire un proprio stadio, noi confermiamo l’intenzione di restare a San Siro.

Dopo l’eliminazione contro il Bayern Monaco, Conte ha detto che passeranno anni prima che un’italiana possa tornare a primeggiare in Europa. È d’accordo?

Purtroppo sì. È difficile competere con club che fatturano quasi il doppio di noi. Finché non saremo in grado di avere lo stesso fatturato, bisognerà essere bravi a lanciare giocatori del vivaio e a trovarne di buoni che costano poco. Al momento in Italia non ci sono altre politiche possibili, a mio parere.

C’è spazio anche per un’autocritica? Siamo stati troppo cicale?

Il calcio è il settore industriale italiano dove c’è meno divario rispetto alle locomotive d’Europa. Alcune leggi, come quella Melandri, hanno danneggiato i grandi club. Non è un caso che solo la Juve sia riuscita a costruirsi un proprio stadio, grazie a una situazione particolarissima che non sto qui a spiegare. Le critiche vanno rivolte a tutti, dirigenti compresi, ma anche e soprattutto alla classe politica del nostro paese.

I tifosi vorrebbero sapere se arriveranno difensori

Diciamo che, se faremo degli acquisti, il primo sarà certamente un difensore.

Cosa risponde a Conte che dice di voler spingere il Milan ai preliminari?

Non voglio caricare troppo l’atmosfera. È ovvio che la Juve cercherà di batterci, come cercheremo di fare noi. Nelle ultime 24 giornate, che sono il 75% del campionato, abbiamo fatto gli stessi punti loro. Per me noi siamo al loro stesso livello. L’anno prossimo, se dovessimo ripartire con queste stesse rose, non credo che prenderemmo 15 punti di distacco nelle prime 8 gare.

Ibra alla Juventus le darebbe fastidio?

Ibra è un grande professionista, a noi è dispiaciuto doverlo cedere. Guadagna cifre non compatibili con il nostro bilancio, non so con quello della Juve. I giocatori possono cambiare squadra, sono professionisti, io non avrei nessun problema.

Se il Milan potesse permetterselo, chi riprenderebbe tra lui e Thiago Silva?

Io lo so bene, ma non lo dico, perché l’altro mi mena (ride, ndr)! Diciamo che la storia del calcio insegna che vince chi ha la difesa più forte…

Non le sembra fuori luogo che Boateng dica al tecnico dove voler giocare?

Ma no, fa parte della dialettica. Comunque a me piace molto Boateng da mezz’ala.

Il futuro di Allegri?

Resta, non abbiamo contattato mai nessun altro. A prescindere dal risultato? Be’, tutti gli allenatori dipendono dai risultati, se dovesse fare 0 punti in 6 partite ci potrei pensare, ma non è pensabile.

Seedorf e Gattuso tornano al Milan?

Al momento non è pensabile, ma sono amici, due simboli del club e per me potranno diventare ottimi allenatori. Potranno tornare, perché no? Si crea sempre un legame molto forte tra di noi e i nostri ex giocatori.