Se andrà via con una maschera di sorriso o sbattendo la volta è presto per saperlo. In ogni caso l’addio di Adriano Galliani al Milan è ormai certo: ed è questione di giorni, non di mesi. L’ad rossonero è pronto a dare le dimissioni già dalla prossima settimana nel caso non venga trovata l’intesa sulla buonuscita e la conseguente liberatoria di Silvio Berlusconi. In un’intervista al Corriere della Sera, Galliani (foto by InfoPhoto) ha spiegato: “Ho ricevuto un grave danno reputazionale, non ci sto più a farmi rosolare a fuoco lento”

La separazione dal club a cui è legato da quasi 28 anni è ormai cosa fatta e Galliani non ha nessuna intenzione di aspettare il prossimo aprile quando si terrà l’assemblea degli azionisti e il CdA rossonero deciderà il rinnovo delle cariche. E’ tempo di abbandonare subito la nave e intraprendere una nuova avventura visto “l’attacco di non ritorno”. Se non ci sarà un accordo sulla liquidazione entro pochi giorni, l’ad è pronto a fare un passo indietro: la cifra è stimata intorno ai 50 milioni di euro, tanti soldi di questi tempi in casa Milan tant’è che il club rossonero sta pensando di spalmarla in diverse stagioni.

Appare ora lontanissimo quel sabato in cui Galliani aveva incontrato Berlusconi e Fedele Confalonieri esclamando: “Silvio Berlusconi resterà per sempre il mio presidente” ipotizzando un futuro in politica o in altre aziende del Cavaliere. Ma tra decadenza e preoccupazioni varie, il patron rossonero avrebbe chiesto pazienza al suo storico collaboratore che però non ha più intenzione di aspettare: in pochi giorni la sua immagine di dirigente più stimato del calcio italiano è stata offuscata dall’etichetta di ‘rottamato’.

Il testamento prima della sfida contro il Celtic è stato solo l’ultimo atto di un destino già segnato dopo quell’entrata a gamba tesa di Barbara Berlusconi. Solo un intervento in persona del presidente, preoccupato soprattutto dell’imminente sessione di mercato da affrontare senza il suo uomo di punta, potrebbe cambiare lo scenario. Nel caso in cui l’intesa sulla buonuscita venga raggiunta, si profila un lungo inter giudiziale: l’ennesimo processo in cui è coinvolto il Cav e la peggior fine per una storia d’amore lunga quasi trent’anni.  Questo Milan, senza Galliani, perderà molto.

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