Ha portato il Milan sul tetto del mondo, ma come tutte le storie d’amore anche quella tra Adriano Galliani e il club rossonero è finita. Il dirigente brianzolo, il più vincente in Italia, lascerà la società di via Aldo Rossi. Rimane da capire quando, molto probabilmente al termine di questa stagione agonistica. Ieri, 30 luglio, era il suo compleanno e quello di Barbara Berlusconi (CLICCA QUI PER LEGGERE IL TUTTO). Ecco, questa è l’unica cosa che accomuna i due massimi dirigenti di casa Milan. Per il resto, rimane freddo il rapporto tra le parti.

D’altronde, se torniamo indietro con la memoria, ci sono episodi che ci fanno capire come l’idillio sia ormai finito: uno su tutti quello del 29 novembre 2013, quando Galliani annunciò le sue dimissioni parlando di “un grave danno alla reputazione” (CLICCA QUI PER RILEGGERE L’ACCADUTO). Poi intervenne Silvio Berlusconi e “tornò” la calma, inventandosi di botto la doppia gestione del Milan: a Galliani quella sportiva, a Barbara quella commerciale.

Ma ormai Galliani l’ha capito, il suo tempo in rossonero è terminato. Nell’estate 2012, per esigenze di bilancio (di chi la colpa di un monte ingaggi lordo da quasi 200 milioni di euro annui?), rase al suolo la rosa, mandando via i vari Thiago Silva, Ibrahimovic, Nesta e così via. Da lì scelte di mercato poco azzeccate e, in ultimo, la mancata qualificazione alle coppe europee. Un qualcosa che non era mai capitato negli ultimi 16 anni. E poi la questione Allegri (Berlusconi voleva cacciarlo a novembre 2012, Galliani insistette per la sua conferma), la nomina di Seedorf (35 punti conquistati, meglio di lui solo Conte e Garcia. Risultato: esonerato) e la nomina (imposta da Galliani) di Inzaghi. Senza dimenticare la finora mancata campagna acquisti, la mala gestione di Balotelli (ricordate la “mela marcia” di Silvio Berlusconi nel gennaio 2013?) e, dulcis in fundo, l’appoggio a Carlo Tavecchio nella corsa alla presidenza Figc. Appoggio che invece Barbara Berlusconi ha categoricamente rifiutato di dare, ma l’11 agosto a votare sarà Galliani. L’uomo che, assieme a Silvio Berlusconi, ha conquistato otto Scudetti, una Coppa Italia, sei Supercoppa italiana, cinque Champions League, cinque Supercoppa Europea, due Coppa Intercontinentale, un campionato del Mondo per club. Ma la storia si evolve, cambiano i tempi. E c’è bisogno di rinnovamento.