Ricorre oggi il 26esimo anniversario della morte di Gaetano Scirea, indimenticato campione della Juventus e della Nazionale, scomparso in un incidente stradale in Polonia, il 3 settembre 1989.

Gaetano Scirea nacque a Cernusco sul Naviglio il 25 maggio 1953 da una famiglia di origini siciliane. Mosse i primi passi della carriera nelle giovanili dell’Atalanta.

Con gli orobici disputerà due stagioni, 1972-73 e 1973-74, quest’ultima da titolare inamovibile, in seire B: 38 presenze su 38. Le sue prestazioni, unite alla giovanissima età (19 anni) lo pongono all’attenzione della Juventus.

Il club bianconero lo acquista pagando 700 milioni più Giorgio Mastropasqua, Gian Pietro Marchetti e la comproprietà di Giuliano Musiello.

Da allora, dal 1974, una favola durata 14 campionati, fino al 1988. Scirea collezionerà in bianconero 552 presenze con 32 gol, per un totale, in carriera, di 622 presenze e 34 reti, non subendo mai una espulsione.

Protagonista anche in Nazionale, dove esordì il 30 dicembre 1975, a 22 anni, nell’ amichevole Italia-Grecia terminata con il punteggio di 3-2, con gli azzurri Gaetano Scirea collezionerà 78 presenze con 2 reti. Fu campione del mondo a Spagna ’82, dove giocò in tutte e 7 le partite della competizione.

Con la Juventus ha vinto tutto ciò che c’era da vincere: 7 scudetti, 2 coppe Italia, 1 coppa Uefa, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa uefa, 1 Coppa dei campioni (attuale Champions League, per i più giovani), 1 coppa Intercontinentale.

Terminata la carriera di calciatore, Scirea ottenne il patentino di allenatore a Coverciano. La Reggina di Lillo Foti gli propose un ingaggio di allenatore in prima, ma l’amore per i colori bianoneri ebbe il sopravvento: Scirea accettò perciò il ruolo di allenatore in seconda, come vice di Dino Zoff.

Uno dei suo primi incarichi fu quello di osservare il Górnik Zabrze, squadra polacca che la Juventus avrebbe dovuto affrontare nel primo turno della coppa uefa 1988-89.

Data la modestia dell’avversario, Scirea e Zoff provarono, vanamente, a far notare alla dirigenza bianconera che tanto zelo sarebbe stato inutile.

Il 3 settembre 1989, una domenica, dopo aver visto all’opera il Górnik, Scirea stava tornando a Varsavia, per prendere l’aereo che lo avrebbe riportato Torino. La Polski Fiat 125p con a bordo l’ex campione, un autista del luogo, un interprete e un dirigente del club polacco, fu tamponata nei pressi di Babsk da un furgone prendendo fuoco immediatamente, probabilmente acausa di quattro taniche di benzina contenute nel portabagli.

Se ne andava così uno dei difensori più forti della storia del mondo del calcio. La notizia del decesso di Scirea fu data da Sandro Ciotti nel corso de “La Domenica Sportiva”, suscitando commozione negli spettatori e negli osipiti in studio, tra questi l’ex compagno di squadra Tardelli, che ebbe un malore.

“Con Gaetano Scirea se n’è andata una delle facce più pulite del nostro calcio”, scrisse Gianni Mura.

“Il povero Scirea era dolce e composto, di una moderazione tipica del grande artista. Non era difensore irresistibile né arcigno, era buono, ma completava il repertorio con sortite di esemplare tempestività, a volte erigendosi addirittura a match winner”, lo definì Gianni Brera.