Se avete letto il nostro post di ieri sul fuorigioco nel calcio, sapete già qual è la conclusione legittima di ogni polemica relativa all’eventuale errore del guardalinee: è la natura, baby, la scienza ha dimostrato che l’occhio umano non è in grado di valutare con precisione una situazione dinamicamente complessa come queste di cui parliamo. Certo, va anche detto che talvolta le sviste sono talmente grandiose che diventa difficile anche per il più garantista degli uomini concedere dalle giacchette nere (o verdi, o gialle, o rosa) le attenuanti. Abbiamo raccolto quelli che per noi sono i cinque casi più eclatanti di reti annullate per offside inesistenti, o viceversa convalidate nonostante offside evidentissimi (alla tv).

5) Andrij Shevchenko (Milan-Juventus 3-2 d.c.r., finale di Champions League 2002-03)

Diciamolo subito, ci sono stati errori più grossi, e sicuramente più decisivi di questo: dopotutto, il Milan riuscì a sollevare la Coppa al cielo nonostante il gol tolto all’ucraino dopo 9′ della storica finale di Manchester, e la Juventus, magra consolazione, si risparmiò per una volta le solite accuse. La rete di Shevchenko fu annullata per il presunto fuorigioco attivo di Rui Costa; oggi la posizione del portoghese sarebbe considerata regolare, visto che il regolamento è cambiato, ma in realtà anche all’epoca l’arbitro Merk avrebbe potuto lasciar correre, dal momento che il 10 rossonero era defilato rispetto alla direttrice del tiro e non ostacolava la visuale di Buffon (che infatti non protestò). Indovinato: abbiamo scelto questo episodio soltanto per testimoniare la natura capricciosa e mutevole della più interpretabile delle regole del calcio (insieme a quella sul fallo di mano).

4) Pedrag Mijatovic (Juventus-Real Madrid 0-1, finale di Champions League 1997-98)

Era andata decisamente peggio alla Juventus cinque anni prima, sempre nell’atto finale della Champions League. Come spesso è accaduto nella loro storia, i bianconeri si incepparono sul più bello, disputando una finalissima mediocre, nonostante fossero sulla carta decisamente più forte del Real Madrid operaio di Fabio Capello; ma a farli soccombere, più che l’infortunio di Del Piero o qualche errore di mira di Inzaghi e Davids, fu il gol in offside siglato a metà ripresa da Pedrag Mijatovic. Anche in questo caso, la rete del montenegrino oggi sarebbe considerata buona, visto che la deviazione di Tacchinardi l’avrebbe rimesso in gioco; ma allora il regolamento era differente e differente sarebbe dovuta essere la decisione dell’arbitro.

3) Michel Platini (Argentinos Juniors-Juventus 2-2, 4-6 d.c.r, Coppa Intercontinentale 1985)

Torniamo ancora indietro nel tempo, ma restiamo sempre su tonalità bianconere. Oggi Michel Platini è il numero uno del calcio europeo e presto lo sarà di quello mondiale, ma a metà degli anni Ottanta si limitava a essere il calciatore più forte del Vecchio Continente, un 10 classico capace di vincere tre volte la classifica cannonieri in Italia grazie al suo straordinario istinto realizzativo. Di prodezze Le Roi ne regalò a palate, ma il gol più bello che segnò non compare negli almanacchi. Lo segnò l’8 dicembre 1985 nella Coppa Intercontinentale tra la Juventus e l’Argentinos Juniors: un capolavoro composto da uno stop di petto, un sombrero col destro sul difensore e una deliziosa volée mancina sul palo lontano. Peccato che l’arbitro, misteriosamente, annullò, provocando l’eclatante (e stilosissima) protesta silenziosa di Michel che potete ammirare nell’immagine di copertina. Solo successivamente ci si accorse che il prodigio del francese era stato vanificato da un’assurda posizione di offside fischiata ad Aldo Serena: assurda, perché quello di Platini era tutto fuorché un passaggio. Fortunatamente, almeno in questo caso, la Juve riuscì comunque a portarsi a casa il trofeo.

2) Italia ai Mondiali di Corea e Giappone del 2002

Siamo tra quelli che attribuiscono il fallimento azzurro ai Mondiali del 2002 molto più alle scelte di un Trapattoni timoroso e timorato (vedasi acqua santa) che al presunto complotto anti-italiano e a quel disastro ambulante di Byron Moreno. Arbitri o non arbitri, con quella rosa traboccante campioni come forse mai prima né dopo bisognava fare molto meglio, punto e basta. Certo, non fummo nemmeno fortunati se, al netto dello scempio di Italia-Corea, ci furono annullati cinque gol in tre partite, e tutti per fuorigioco dubbi o inesistenti: due contro la Croazia (Vieri e Inzaghi), due contro il Messico (Inzaghi e Montella), uno contro la Corea (Tommasi). Non siamo complottisti, ma in quel caso la FIFA ce la mise tutta per farci traballare nelle nostre convinzioni.

1) Joel Matip (Schalke 04-Basilea 2-0, gironi di Champions League 2013-14)

Le immagini si commentano da sole. Questa gara non se la sarebbe mai ricordata nessuno, se non fosse stato per l’incredibile fuorigioco simultaneo di almeno quattro giocatori dello Schalke 04, e per la meravigliosa reazione del tecnico del Basilea Murat Yakin, immortalato dalle telecamere in un’espressione oscillante tra il divertito e lo stupefatto, e diventato subito un fenomeno del web.