Si chiude una porta, si apre un portone. Ma non sempre le frasi fatte cadono a fagiolo, anzi. Spesso sono portatrici di bugie, mezze verità e cose non dette. Ma la frase pronunciata da Francesco Totti al termine della gara di Champions League tra Roma e Real Madrid non lascia dubbi di interpretazione: Er Pupone non si sente più parte integrante di questo progetto.

Al termine della gara già citata, sfida valida per l’andata degli ottavi di finale di Champions League e vinta dal Real Madrid per 2-0, il capitano giallorosso in zona mista si è lasciato andare. Ad un giornalista che lo stava aspettando per intervistarlo, senza pensarci su troppo, Francesco Totti ha detto: “Aspetti me? Ma io ormai non conto più niente”.

Un Totti ai margini di questo progetto sportivo. Come accaduto con Rudi Garcia, ecco che il capitano non riesce ad integrarsi nemmeno nello scacchiere tattico di Luciano Spalletti, che finora non lo ha mai lanciato. E che tra i due non ci sia buon sangue lo si evince anche dallo sguardo assassino che lo stesso tecnico toscano ha lanciato a Francesco Totti al termine della scena di cui sopra con il cronista spagnolo.

Già, perché se Totti si sente estraneo al progetto, Spalletti invece ne è l’artefice principale. E non vuole di certo che malumori come quello del Pupone aleggino per le vie dello Stadio Olimpico. E dunque, ecco lo sguardo assassino, come riportato dalla Gazzetta dello Sport: un’occhiataccia che di fatto ribadisce ancora una volta che tra i due c’è uno scollamento; d’altronde Spalletti l’ha punzecchiato più volte nelle varie conferenze stampa. A riprova di come, a fine stagione, Totti appenderà le scarpette al chiodo.