Crescere a pane e golf, all’ombra di un maestro come Costantino Rocca e ammirando in tv il cartone animato Lotti (“Lo guardavo assolutamente, ho provato anche io con spa-ghe-tti da ragazzino ma non funzionava”). Francesco Molinari (foto by InfoPhoto) è questo e molto altro: oggi il 31enne torinese è sicuramente il miglior golfista italiano del momento e a dirlo sono i numeri. In carriera ha conquistato un Italian Open, una Coppa del Mondo e due Ryder Cup, ai quali sono da aggiungere anche i tre successi nell’European Tour. Non male per uno che mantiene comunque i piedi per terra e si dichiara ancora molto lontano da quel Costantino Rocca interprete sommo del golf nostrano: “Quando io crescevo lui era il punto di riferimento in Italia e uno dei più forti golfisti in Europa – le parole di Francesco Molinari in esclusiva per Leonardo.itper me è stato ed è tuttora l’idolo e il modello da seguire”. Anche se, a risultati, si può dire che ormai lo abbia superato: “Non penso di averlo sorpassato, lui per me rimane un idolo. In carriera non penso che potrò mai sopravanzarlo”.

Una carriera ancora giovane, tanti traguardi ancora da dover raggiungere: “Mi piacerebbe vincere un Major, cosa mai accaduta per un golfista italiano – prosegue Molinari – e poi, ovviamente, più tornei possibili da qui in avanti e altre Ryder Cup”. Le due già conquistate come le ha vissute? “Sono stati i momenti più emozionanti della mia carriera; la Ryder Cup è il traguardo più alto che si possa raggiungere in carriera. E le emozioni che ho provato lì sono state uniche”.

Nato a Torino l’8 novembre 1982, è il fratello minore di Edoardo Molinari, compagno di vittorie come in occasione della Coppa del Mondo del 2009 e con il quale il rapporto è ottimo: “C’è competizione come con tutti gli altri, ma ci aiutiamo a vicenda – prosegue – per me è un punto di riferimento e io lo sono per lui; ci consigliamo e ci confrontiamo spesso. Invidia? No, tutti e due abbiamo ottenuto risultati ottimi in carriera, il golf è fatto di cicli e momenti più o meno positivi”. Proveniente da una famiglia di giocatori, all’età di otto anni ha cominciato a giocare al Circolo Golf Torino: “Con i genitori non si parla molto delle nostre carriere, lo vediamo come un aspetto lavorativo e basta. Diciamo che stacchiamo totalmente”.

La 70esima edizione dell’Open d’Italia, ospitata proprio dal Circolo Golf Torino, ha visto il successo del francese Julien Quesne; primo degli azzurri proprio Francesco Molinari, secondo all’inizio dell’ultima giornata ma solo 16esimo al termine: “Speravo in un risultato migliore, anche se a tratti ho espresso un buon gioco e ho ritrovato la forma migliore – dice Molinari – sono fiducioso per il futuro. È stato un Open d’Italia davvero emozionante”. Ma che cosa farà Francesco Molinari da grande? “Cercherò di recuperare il tempo sottratto a mia moglie e a mio figlio. E aiutare i giovani italiani”.