Dopo la paura, il sollievo. E ora la voglia di spaccare il mondo e tornare protagonista nel calcio che conta. Francesco Acerbi ha vissuto la settimana più lunga della sua vita. Domenica 14 luglio i test clinici effettuati con il Sassuolo evidenziano una neoplasia all’apparato uro-genitale (un tumore a un testicolo). Mercoledì scorso il difensore è stato sottoposto d’urgenza a un intervento chirurgico al San Raffaele di Milano per la rimozione della neoplasia. La scelta di affrontare la malattia e di rendere pubblico il momento che sta vivendo in questi giorni.

“Confrontandomi con i medici ho capito la fortuna che ho avuto - confessa Francesco in un’intervista alla Gazzetta dello Sport -. Avevo fatto gli stessi test a febbraio e non era emerso nulla. La nuova verifica ha permesso, così, di scoprire il tumore all’inizio. Non finirò mai di ringraziare i dottori che mi hanno salvato la vita, ma ora mi sembra doveroso mandare un messaggio positivo: la prevenzione è fondamentale e d’ora in avanti mi impegnerò per diffondere questo messaggio. Noi atleti siamo dei privilegiati. Consiglio a tutti i miei coetanei di fare dei controlli almeno una volta all’anno. Ora ci scherzo anche sulla mia disavventura e, vi assicuro, non è per superficialità”.

Digerire la notizia è stata dura: “Sono stati attimi tremendi. La prima reazione è stata quella di isolarmi: ho preso la bici e ho fatto un giro per distrarmi. Ero da una settimana in ritiro e l’impatto era stato eccellente. Allenamenti tiratissimi in un ambiente ideale per ritrovarmi dopo un anno turbolento (al Milan, ndr). Ho subito chiamato Valeria, la mia fidanzata, e il mio agente Andrea Cattoli. Ho affidato a loro i miei timori e l’indomani mi hanno seguito a Milano per l’ecografia decisiva. In quei momenti la loro vicinanza è stata fondamentale. Quando varchi la soglia dell’ospedale ti rendi conto a cosa stai andando incontro. Le premure dei medici non mascherano le sofferenze di chi ti è intorno e le paure si ingigantiscono”.

Dimesso dopo un solo giorno di convalescenza è in buone condizioni e dovrà essere costantemente monitorato durante la fase di convalescenza: “I dolori cominciano a passare. Riesco a camminare bene. A cose fatte ho avvisato mamma Silvia: dopo la perdita di mio padre nel marzo 2012, non volevo darle nuove preoccupazioni prima dell’intervento. Se tutto procede bene entro una settimana posso tornare a correre. Intanto ho avuto tante attestazioni di affetto e ringrazio tutti. Soprattutto i miei compagni e mister Di Francesco”.

Armstrong e Robben sono precedenti che lasciano ben sperare: “So che il campione americano ne ha parlato anche nella sua autobiografia: ora la leggerò in ritiro, sono curioso. Di sicuro quest’esperienza mi dà una forza incredibile. Ho capito una volta di più dove voglio arrivare e so che devo fare le cose per bene. Ho voglia di spaccare il mondo. Mi sto rendendo conto che nella sfortuna mi è andata bene. Perciò abituatevi a vedere un Acerbi grintoso in campo ma sempre con il sorriso sulle labbra nella vita di tutti i giorni. Sto vivendo con serenità anche questa tappa difficile: spero di conservarla a lungo”. La speranza è di rivederlo presto in campo con questa serenità.

Paolo Sperati su @Twitter e @Facebook