Presentazione ufficiale, a Milano, per Football Manager 2015, il videogioco manageriale di calcio più conosciuto e diffuso al mondo. Ospiti, tra gli altri, anche Gianluca di Marzio, giornalista Sky che ha moderato l’incontro, Pierpaolo Marino, direttore generale dell’Atalanta, Marco Santin (uno dei fondatori del trio Gialappa’s Band), Ciaran Brennan, PR Director di SIgames e David Kempshall, Marketing Manager della stessa azienda che produce Football Manager. Qui potete leggere la nostra recensione del videogioco

IL MANAGER CHE NON C’E’

Una chiacchierata, tra l’informale e il divertente, alla quale ha partecipato con molta voglia anche Pierpaolo Marino: “Il ruolo del manager moderno? Difficile riproporlo oggi in Italia – le prime parole del direttore generale dell’Atalanta – anche perché, purtroppo, ci troviamo di fronte ad una situazione difficile in Italia. Abbiamo spesso i presidenti che non amano figure così ingombranti. Un esempio? Massimo Cellino, il mio amico Massimo Cellino…”.

IL GIALAPPO PENSIERO

Marco Santin, dalla Gialappa’s Band a Football Manager, il salto è breve: “Quale squadra prendo? Sicuramente non l’Inter – le sue prime parole, da tifoso interista e giocatore incallito di Football Manager - mi piace stravolgere completamente, se prendessi l’Inter mi toccherebbe suggerire acquisti. Ma mi sembra che Thohir si tenga le mani in tasca… No, l’Inter non la prendo mai, ma mi piace giocare con il Crystal Palace in Inghilterra. E lì, anche se prendo Maradona o Messi, ci sta. Ma siccome è un gioco molto realistico, quando prendi le piccole squadre i giocatori forti non trattano nemmeno con te. La cosa geniale, comunque, è che Football Manager da anni azzecca i futuri talenti”.

MARINO E ANDREA CARNEVALE

Pierpaolo Marino, in conclusione, ricorda quella che, secondo lui, è la storia umanamente più importante: “Prendemmo Andrea Carnevale ad Avellino a 15 anni; arrivava dal Latina e aveva già giocato in Serie C. Costò 110 milioni di lire. Ricordo che, a compendio del fatto che lo prendemmo, il presidente Sibilia mi fece firmare cambiali d’acquisto. Non avevo una posizione economica, anche per me fu una scommessa. Mi seguì anche a Napoli e a Pescara, nacque una bella storia d’amicizia. Nell’anno dello Scudetto dei partenopei, oltretutto, fui contestato perché nella prima parte della stagione fece ben poco. Nella seconda, poi, mise a segno otto gol decisivi. E’ l’acquisto che ricordo con maggiore soddisfazione. Football Manager? Ci giocano i miei figli, molto bello e utile”.