Poteva succedere solo ai Mondiali 2014, gli unici nella storia ad aver aperto un Reparto Grandi Infortunati. A stagliarsi sull’orizzonte di Italia-Inghilterra l’esordio azzurro di sabato notte nel torneo, non è stato il profilo mohicano di Mario Balotelli, ma quello appesantito di Glen Lewin, il fisioterapista della nazionale inglese che è riuscito nell’impresa di sbriciolarsi tibia e perone nell’esultanza per il gol del momentaneo pareggio di Sturridge.

La dinamica dell’incidente è roba degna di un Darwin Award: il povero Lewin, dopo aver saltellato euforico come un’antilope nel chaparral, è atterrato maldestramente su una bottiglietta d’acqua ancora piena, devastandosi la gamba sinistra e finendo sulla lettiga dei feriti di guerra, prima di essere consegnato al suddetto Reparto.

Oh, gli infortuni post-esultanza non sono così rari nel calcio: Sergio Garcia dell’Espanyol ci rimise un ginocchio; Paulo Diogo del Servette si amputò addirittura un dito mentre tentava di scavalcare la rete di protezione per esultare insieme ai tifosi, finendo incastrato a causa di un anello; e solo qualche mese fa parlammo del calciatore dilettante del Riolo Terme che, ubriaco di gioia, rischiò i connotati per aver sfondato a craniate la sua stessa panchina. Ma si tratta, appunto, di calciatori, non di fisioterapisti. Un contrappasso grottesco e anche un po’ umiliante, per chi in teoria avrebbe dovuto passare il Mondiale a prendersi cura degli arti inferiori dei giocatori. E forse la beffa è perfino peggiore del danno.