“Why always him?”, ci sarebbe da chiedersi. Le dichiarazioni del capitano della Fiorentina Manuel Pasqual, che nella giornata di ieri ha presentato in conferenza stampa la nuova stagione 2015-2016 della Viola, condite dagli apprezzamenti nei riguardi di Mario Balotelli (“giocatore di grandi qualità che può spostare gli equilibri di una squadra”) evidentemente non sono piaciute a una parte, probabilmente quella più accesa, della tifoseria viola la quale ha fatto trovare affisso alle pareti del Franchi uno striscione ben poco lusinghiero nei confronti dell’attaccante del Liverpool, ex Milan, Manchester City e Inter, con la scritta dal senso inequivocabile “Sei un uomo senza onore: Balotelli Firenze un ti vole”.

Come dire: non fa propriamente rima ma fa male. Lo striscione, immediatamente rimosso, recava la firma “G. F. ’93″ ovvero il famigerato Gruppo Fiorenza, zoccolo duro della tifoseria viola, con tutta probabilità lo stesso che aveva accolto più o meno nell’identico modo Paulo Sousa per i suoi trascorsi alla Juventus. Più che le parole di Pascual in conferenza stampa però il casus belli è rintracciabile nella fantasiosa ipotesi di scambio di mercato paventata nei giorni scorsi tra il centravanti viola Mario Gomez, in partenza da Firenze e in attesa di destinazione (si vocifera di interessi turchi, Besiktas e Galatasaray) e, per l’appunto, Mario Balotelli, sbattuto fuori dai piani tecnici di Brendan Rodgers dopo una stagione eufemisticamente fallimentare.

Lo scambio Balotelli-Gomez è di quelli in grado di disegnare lo scenario più tipico del fantamercato, poiché al netto di questioni economiche che tra costi del cartellino, ingaggi, procuratori etc. si ingarbuglierebbero in maniera quanto meno improbabile, lascerebbero inevasi parecchi punti interrogativi e primo tra tutti il senso di un’operazione secondo la quale la Fiorentina, a parità di ingaggi, dovrebbe privarsi di un elemento professionalmente affidabile come Gomez per un ragazzo non più tale che ha dimostrato di avere qualche problema di maturità e di adattabilità che rischia di comprometterne l’indiscusso talento calcistico. Ma a scanso di equivoci, il popolo viola, o parte di esso, si è premurato di esprimere la sua eloquente opinione.