I malumori di Paulo Sousa, allenatore della Fiorentina alla sua seconda stagione, sono palpabili. Non è contento il tecnico portoghese, si vede da lontano: se ci parli, non sentirai alcuna battuta, solo frasi secche e circostanziate. Una vera e propria maschera di ghiaccio: «Il mio stato d’animo? Avete avuto modo di conoscermi e quindi siete in grado di capire il mio umore. Sono un privilegiato perché lavoro nel calcio. Non posso chiedere di più».

E pensare che un anno fa, di questi tempi, Sousa parlava di sogni. Adesso, se qualcuno gli chiede se si aspettasse di andare in ritiro con mezza squadra, tanti giovani e un solo centrocampista di ruolo, replica secco senza pensarci due volte: «Da quando è finita la passata stagione non mi aspetto nulla. Lavoro con quello che ho per cercare di costruire una squadra competitiva» e ancora: «Sapete quanto ho lottato la scorsa stagione per mantenere dei giocatori, quest’anno sono concentrato molto di più sul lavoro in campo». Appare dunque sempre più evidente che i rapporti tra l’allenatore portoghese e la dirigenza della Fiorentina siano sempre più sfilacciati, oltretutto finora la società viola non ha praticamente fatto alcun investimento per rinforzare la rosa messa a disposizione del tecnico. E questo, evidentemente, non ha fatto altro che aumentare le distanze tra le parti. Rispetto all’anno scorso ci sono differenze davvero grandi, impossibili da non notare: il tecnico appare quasi rassegnato, ha molti dubbi sulla Fiorentina che sta nascendo, trasmette sicuramente molta meno energia di quanta fossimo abituati a vedere.
Certo, bisogna dire anche una cosa: il tempo per raddrizzare le cose c’è, siamo solo all’inizio di una lunga stagione e ci sarebbero ancora i margini per provare a costruire qualcosa di buono. Il punto è che le premesse non ci sembrano le migliori, se è lo stesso allenatore a non credere nel progetto della società.

A questo punto è lecito aspettarsi un intervento di Andrea Della Valle, l’unico che potrebbe rassicurare un po’ Sousa sui progetti futuri, sulla competitività della squadra. In questo momento il tecnico portoghese avrebbe bisogno di un’iniezione di fiducia da parte della proprietà, oltre ad almeno un paio di acquisti. Come minimo. Nel frattempo, la conferenza stampa d’inizio stagione riparte da Giuseppe Rossi: Pepito era stato bocciato da Sousa sei mesi fa, ora è tornato a furor di popolo, con la società che l’ha dichiarato incedibile: se il giocatore avesse finalmente recuperato dai tanti infortuni, potrebbe davvero rivelarsi l’acquisto in più della società viola.