La Fiorentina torna in vetta solitaria in serie A dopo sedici anni. L’ultima volta era accaduto nell’arco della stagione 1998/99, con i viola allora allenati da Giovanni Trapattoni.

Quella squadra fu costretta ad interrompere i sogni di gloria all’alba del girone di ritorno, quando il suo principale condottiero, Gabriel Omar Batistuta (autore di uno strepitoso girione d’andata con 17 gol in altrettante partite) subì un infortunio che lo tenne fuori combattimento per svariati mesi e subito proprio contro il Milan, che alla fine vincerà il campionato.

La Viola dovette accontentarsi del terzo posto in classifica che valse, se non altro, la qualificazione alla Champions League. Batistuta infilò alla fine 21 gol in 28 presenze.

Sedici anni dopo riecco la Fiorentina al primo posto. Una squadra ben diversa rispetto a quella che fece sognare i propri tifosi per metà campionato.

Una Viola che si basa sul collettivo e non sulla ispirazione dei singoli. Il gioco veicolato dal talento di Borja Valero e Bernardeschi, Alonso e Blaszczykowski, contro la potenza di Batigol ed il genio shackerato con troppa irregolatezza di Edmundo.

I tifosi sperano che stavolta la Fiorentina, non dipendente dalle individualità, arrivi fino in fondo. ‘La città ci sta dando una grossa mano, il suo entusiasmo è energia’, le parole di Paulo Sousa al termine del match contro l’Atalanta.

Qual è il segreto di questa squadra? ‘I calciatori capiscono quel che gli chiedo e lo mettono in pratico. E’ lecito sognare, lotteremo per fare in modo di competere con le concorrenti per lo Scudetto, ma sappiamo che sarà durissima. Oggi festeggeremo fino alle 3, le 4 di mattina con le nostre famiglie, poi torneremo al lavoro’.