Se si guarda la stagione della Fiorentina, dal sorprendente cambio sulla panchina in estate al percorso fatto sotto la guida del nuovo allenatore Paulo Sousa, sarebbe davvero impietoso parlare di una squadra immatura e non ancora pronta per i grandi obiettivi, perché al di là dell’eliminazione nelle coppe, nazionali e internazionali, la Fiorentina – dopo il cambio di rotta da Montella a Sousa – sta conoscendo una grande annata. Sicuramente le manca quel qualcosa che si chiama continuità ma la Viola è una squadra dalla spiccata personalità, e anche la sconfitta con la Roma in campionato ha le sue attenuanti, ma il tecnico portoghese non si nasconde dietro a un dito e fa autocritica: “Io cerco sempre di vedere qualcosa di positivo e anche sul gol in fuorigioco di El Shaarawy credo che gli arbitri abbiano cercato di fare del loro meglio. Stasera tutto quello che doveva succedere di male è successo, speriamo di aver esaurito tutta questa dose in un colpo solo“.

La proattività e il pensare positivo che contraddistinguono il “sousismo” ribaltano sportivamente anche le autocritiche in elogi per una squadra forte come la Roma: “Non dobbiamo togliere i meriti a Spalletti e alla sua squadra. Ha fatto una grande partita, con una qualità di palleggio nella fase offensiva veramente di alto livello. Noi ci siamo allungati e abbiamo permesso alla Roma di colpirci nelle loro grandi transizioni: i giallorossi sono molto forti. Sono entrati in campo con molto rispetto del nostro gioco, ma dopo i due gol a noi è venuta a mancare quella tranquillità e loro ne hanno approfittato. Non ci hanno dato punti di riferimento“.

Nonostante la fase critica della Fiorentina, condizionata comunque dall’aver incontrato sul proprio percorso squadre di prima grandezza come, in sequenza, Tottenham (che ne ha determinato l’eliminazione in Europa League), Napoli e Roma, Sousa maledice naturalmente la resa, prontissimo a ricomporre il puzzle, ultimamente un po’ andato in frantumi, delle proprie ambizioni a dieci gare di distanza dalla fine del campionato: “Il terzo posto? Non ci nascondiamo. Ci puntiamo ancora. Niente è ancora deciso, vogliamo dare continuità al lavoro svolto fino a oggi“.