La morte del calcio.

Purtroppo la finale di Coppa Italia in programma questa sera all’Olimpico di Roma ha visto ben poco protagonista un sano spettacolo di sport bensì uno di quelli più deprecabili.

Spari fuori all’impianto sportivo. Alcuni tifosi feriti. Uno in gravi condizioni e operato d’urgenza. Calciatori sbigottiti. Giocare o non giocare, l’enigma: un punto interrogativo che corre sugli spalti alla stessa velocità delle notizie false e poco attendibili sulla sorte del supporter. Il capitano della squadra partenopea, Marek Hamsik, che si avvicina alla Curva, agli ultras per tentare un dialogo e capire cosa fare. Botti e petardi in risposta alle comunicazioni, con un vigile del fuoco ferito anch’egli nel tentativo di riportare la calma tra gli spalti abbastanza surriscaldati.

Partita sospesa per alcuni minuti ma si decide di giocare. Le squadre provvedono al riscaldamento. Risuonano tra i fischi dell’Olimpico le note dell’inno italiano. Le compagini fanno il loro ingresso sul terreno di gioco.

Rispetto alle anticipazioni, nessuna variazione in formazione per la Fiorentina. Per Rafa Benitez invece un’unica rettifica, privilegiando in attacco Insigne su Mertens.

La gara parte con molto possesso palla e ripartenze veloci, ma sembra che il Napoli abbia una marcia in più. Fiammate per i partenopei, che più volte sono ad un passo dal portarsi in vantaggio. E’ l’11’ quando il giovane Insigne riesce a mandare in visibilio la parte d’Olimpico tinta d’azzurro, portando il Napoli sull’1-0. Al 15’ la Viola rischia l’autorete con un intervento non preciso di Rodriguez ad anticipare Higuain, rasentando il pasticcio. Al 17’ è il raddoppio per la compagine campana, con il secondo gol di Insigne galvanizzato ed ispirato che questa sera sembra avere molta fame. La Fiorentina non è viva, non pratica il suo solito gioco. Borja Valero tenta di scuotere i compagni e ottiene l’effetto desiderato: la squadra di Montella comincia a crescere e Vargas accorcia le distanze con un sinistro dal limite dell’area. Il passo è differente, i centrocampisti viola mostrano sul campo le loro finezze tecniche. Il Napoli cambia gioco e preferisce evitare grandi folate per concentrarsi su giocate più misurate. Grande timore quando è Aquilani ad andare in rete, ma il gol viene annullato per fuorigioco e il Napoli può tornare negli spogliatoi ancora in situazione di vantaggio.

Nella ripresa nessuna variazione. Si assisterà al primo cambio in formazione per i viola al 56’, con Mati Fernandez che rileva Pasqual. La Fiorentina ha un buon possesso palla ma la retroguardia partenopea è ben organizzata e non permette si aprano spazi. Benitez non si fida e decide di affidarsi alla velocità e imprevedibilità di Mertens al posto di Hamsik. Anche Higuain va a sedersi in panchina per il macedone Pandev. Al 72’ si rivede in campo Giuseppe Rossi che subentra a Joaquin. La palla gol arriva proprio ai partenopei, con Pandev che sbaglia a tu per tu con Neto. Il momento di svolta può essere rappresentato dall’espulsione per doppia ammonizione di Gokhan Inler. Benitez corre ai ripari e sostituisce Insigne con Behrami per ricompattare il centrocampo. Montella tenta l’ultima carta con Matri al posto di Aquilani, ed è proprio il neo entrato a servire perfettamente Ilicic che sciupa clamorosamente l’occasione di portarsi in parità. Il Napoli non sembra aver risentito dell’inferiorità numerica e in pieno recupero arriva il terzo gol dei partenopei, con Mertens a chiudere definitivamente i giochi.

Era partita male questa finale, ma lo spettacolo visto sul campo è riuscito per 90 ed oltre minuti a ricordare che lo sport alla fine trionfa sempre nonostante tutto.

Il Napoli vince la Coppa Italia.

(foto by Infophoto)