Non si tratta certamente di un fulmine a ciel sereno ma l’esonero di Vincenzo Montella desta di sicuro molta perplessità, soprattutto per come maturato. Le incomprensioni dei giorni scorsi tra allenatore e società sembravano essersi pacificamente risolte dal comunicato di Montella che rispondeva più che positivamente all’appello della società viola di accelerare le sue decisioni per il futuro, e invece sul sito ufficiale del club si leggono parole inequivocabili circa il suo esonero:

“ACF Fiorentina ha valutato il comportamento ultimamente tenuto dal proprio allenatore Vincenzo Montella come la precisa volonta’ di liberarsi da un contratto legittimamente firmato meno di due anni fa perche’ contenente una clausola che l’allenatore non ritiene piu’ nel suo interesse, ma che a suo tempo aveva concordato. Cosi’, con grande rammarico, dobbiamo prendere atto del fatto che e’ venuto meno il rapporto fiduciario necessario per la prosecuzione di qualunque rapporto e siamo pertanto costretti – per il bene della societa’ – ad esonerare Vincenzo Montella”

Dunque la Fiorentina esonera Montella dopo 3 stagioni alla guida della prima squadra, tre quarti posti in classifica e, soprattutto, dopo aver riportato la Viola ai vertici della Serie A grazie a un sistema di gioco tra i più interessanti e spettacolari proposti dal calcio italiano. Una situazione che francamente nessuno si sarebbe aspettato. Non in questi termini. Con il popolo viola che ora, sconcertato dalla notizia, attende evoluzioni in un contesto difficile da analizzare fino in fondo e con una carenza tecnica da risolvere al più presto. Nello stesso comunicato della Fiorentina si legge anche: “Questa situazione repentina ovviamente ci crea problemi organizzativi che dobbiamo risolvere con urgenza. Ci saremmo aspettati dall’allenatore un comportamento piu’ chiaro, piu’ rispettoso e meno ambiguo nei confronti di una maglia, dei suoi tifosi e di una societa’ che tanto gli hanno dato”. Note che fanno riflettere sul rapporto tutt’altro che disteso tra allenatore e società e che fanno presagire l’immediata ricerca di un successore.

A questo proposito la Fiorentina aveva già due nomi possibili per il dopo Montella: Paulo Sousa e Giampiero Ventura. Mentre l’allenatore del Torino si gode la vacanza in Grecia attendendo una chiamata, il candidato numero uno rimane Paulo Sousa, ex giocatore della Juventus che vinse la Champions League nel 1996 e ora allenatore del Basilea col quale ha conquistato lo scudetto (il sesto consecutivo per il club svizzero). Per Della Valle l’uomo giusto per il nuovo corso della Fiorentina è senza dubbio lui, nonostante la sua storia da allenatore sia stata abbastanza burrascosa: esonerato dal QPR, poi l’addio dopo tre mesi al Leicester e le dimissioni dal Videoton, storico club ungherese con il quale fu eliminato dal secondo turno dei preliminari di Champions dallo Sturm Graz, addio al Maccabi dopo una stagione e ora in fuga dal Basilea nonostante un contratto triennale.