Dopo un paio di settimane bollenti, Clarence Seedorf può sorridere. Il Milan stupisce tutti, compresi i suoi tifosi, e va a prendersi una vittoria bella e meritata in casa di quella Fiorentina con cui aveva duellato senza esclusioni di colpi durante la scorsa stagione, rinsaldando la panchina del tecnico olandese almeno fino al termine del campionato. Buona prova dei rossoneri, certamente la migliore nel mese di marzo, ma la viola, parsa stanca e spuntata, ha altrettanto certamente agevolato il compito degli avversari, che grazie alle reti di Mexes e Balotelli (sì, gli stessi che firmarono la vittoria di Siena nello scorso mese di maggio) portano a casa tre punti utili più per rimpolpare il serbatoio della dignità che per la classifica.

Come detto, ai meriti del Milan corrispondono demeriti speculari della squadra di Montella, che conferma il suo momento poco brillante. La manovra dei viola, privi di Pizarro e con Aquilani in panca, è poco fluida e anche in attacco le assenze si fanno sentire, come ben dimostra l’ennesima prova negativa di Alessandro Matri, uno degli ex di giornata, che si mangia un gol dopo 7’ e da lì non riesce più a riprendersi. Col passare dei minuti, peraltro, i rossoneri cominciano a farsi pericolosi sulle ripartenze, soprattutto grazie al movimento di Taarabt, finalmente ripescato da Seedorf dopo un poco comprensibile ostracismo di un paio di settimane. Ed è proprio il marocchino a conquistarsi la punizione da cui scaturisce il sorprendente, ma nient’affatto immeritato, vantaggio milanista: conclusione secca di Balotelli, favorita dal forte vento a favore, Neto respinge corto e per Mexes è facile ribadire in rete di testa. La viola prova subito a reagire con Cuadrado, che approfitta di un cattivo posizionamento di Kakà (male nel primo tempo) per calciare da buona posizione, trovando le gambe di Rami. Ancora il centrale francese è bravissimo a salvare la baracca, anticipando Roncaglia con un complicato colpo di testa in prossimità dell’area piccola. Ma è il Milan ad avere le migliori occasioni per il raddoppio, con un paio di conclusioni dalla distanza di Muntari e Taarabt, respinte in corner da Neto, e soprattutto con una splendida (!) combinazione tutta di prima Kakà-Honda-Muntari, ma il sinistro del ghanese, da posizione defilata, termina alto sopra la traversa. Buon Milan, concentrato e compatto, molto diverso dalla squadra in ciabatte degli ultimi tempi.

Montella striglia i suoi e nella ripresa la Fiorentina riparte con tutt’altro piglio, confezionando subito una clamorosa palla-gol: ma Matri, liberato tanto da una torre di Gonzalo Rodriguez quanto dalla poca concentrazione dei centrali rossoneri, manda a lato di testa, beccandosi i fischi del Franchi. Poco dopo è Ambrosini a sfiorare il pareggio su azione di corner. La reazione del Milan non si fa attendere: Balotelli si beve Roncaglia sulla destra e mette dietro per Taarabt, il marocchino calcia di prima ma la palla sfila un metro sopra l’incrocio dei pali. Il Milan torna a gestire il match con una certa tranquillità e al 19’ piazza il colpo del kappaò: Honda, fino a quel momento pessimo, si guadagna una punizione dal limite dell’area; Neto sbaglia nel posizionamento della barriera e Balotelli non gliela perdona, griffando il suo 12esimo centro in campionato. Nemmeno il 2-0 risveglia la Fiorentina, che carica senza convinzione e finisce per facilitare il lavoro della difesa rossonera. Il Milan controlla senza troppi affanni, provando a dar fastidio in contropiede, anche perché finalmente si iscrive alla partita pure il giapponese. Gli ultimi 20’ scivolano via senza sussulti, a parte un Cristian Zaccardo schierato come trequartista alto da Seedorf nel finale di gara, tanto per ribadire che coi cambi ancora non ci siamo. Ma stasera erano altre le cose che contavano: tipo, tornare a vincere dopo più di un mese. La Fiorentina, dal canto suo, saluta il Napoli, ora lontano 10 punti, e con esso il posto in Champions League. E stavolta sarà dura prendersela con altri diversi da se stessi.

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