Stevan Jovetic sarà regolarmente a disposizione di Vincenzo Montella per l’anticipo del mezzodì domenicale contro il Milan, match fondamentale per la distribuzione dei due posti Champions League ancora in palio. A darne notizia è stato lo stesso allenatore campano nella conferenza-stampa pre-partita: “Il ragazzo ha dato la sua disponibilità, in questi giorni ha lavorato e si è impegnato tanto. Vediamo, se sta bene gioca”. A quanto pare, insomma, è stato superato in soli sette giorni lo stiramento che il montenegrino si era procurato settimana scorsa nella gara contro il Cagliari.

Ottimo affare per la Fiorentina, naturalmente, e siamo sicuri che anche Allegri sarà felice di affrontare un avversario con la faretra piena (anche perché all’andata Jovetic non c’era e il Milan ne prese tre). Tuttavia, qualche fastidio di sottofondo per questa ormai sempre più frequente tattica del bluff sull’infortunio eccellente è quasi doveroso provarlo. “In questi casi non esistono miracoli”, dice il bravissimo Montella, e ha ragione. Non ci sono miracoli. E allora perché dare per intubato per 15 giorni un giocatore che, con un po’ di riposo, qualche allenamento mirato e un antidolorifico, è in grado di giocare una partita importante a una settimana dall’infortunio? E non parliamo delle solite sentenze giornalistiche, ma del bollettino medico pubblicato sul sito della Fiorentina non più tardi di cinque giorni fa:

Gli accertamenti diagnostici cui è stato sottoposto l’atleta Stevan Jovetic hanno evidenziato una lesione di primo grado al muscolo bicipite femorale. La prognosi è di due settimane”.

Non esistono miracoli, esistono i bluff (Mourinho, per dirne uno, ne aveva fatta una regola di vita). O forse, visto il giorno di pubblicazione del suddetto bollettino, era solo un pesce d’Aprile e non se n’era accorto nessuno.