Più di 29 mila i tifosi accorsi ad assistere alle gesta della nuova Fiorentina di Paulo Sosa anche perché, dopo le amichevoli eccellenti negli Stati Uniti, i viola non intendono abbassare l’asticella incrociando il club più forte d’Europa, il Barcellona di Luis Enrique. Amichevoli dunque estremamente allenanti per una squadra che, dopo la dipartita di Montella, di Gomez, Savic, Pizarro, Aquilani, necessita di immediata ridefinizione e che con il tecnico portoghese sta assumendo sempre più una fisionomia consolidata sulle basi di partenza gettate con il lavoro del suo predecessore. Una Fiorentina non rivoluzionaria quindi, ma un’evoluzione ancor più convincente, se possibile, di quella esistente. Una Fiorentina 2.0.

Sosa eredita infatti un modulo non suo, il 3-5-2, ma sembra calzarlo come un guanto perché in campo i meccanismi di gioco funzionano in ogni reparto. La linea a tre difensiva costituita da Roncaglia, Gonzalo Rodriguez e Tomovic è collaudata e sincronizzata, a centrocampo domina Borja Valero e sul fronte offensivo lavorano a meraviglia sulla profondità Babacar e Bernardeschi coordinati dalla costante presenza di Ilicic, spesso tra le linee ma in grado di svariare anche sugli out di destra e di sinistra, indifferentemente.

Il primo tempo è puro Bernardeschi show con la Fiorentina che ritrovando un grande giocatore dopo l’infortunio alla caviglia che lo ha tenuto fuori una stagione per intero, ritrova ritmi di gioco perfetti e geometrie fantasiose grazie all’estro di un autentico fantasista che partendo da esterno poi dialoga alla perfezione con centrocampo e attacco incuneandosi agilmente nell’area avversaria e dando filo da torcere a un difensore espertissimo del calibro di Piqué. Il primo quarto d’ora la Fiorentina dà spettacolo e per il Barcellona è un vero e proprio incubo inarginabile. Bernardeschi è una furia senza freno, è dappertutto e il suo uno-due dopo appena 12′ mette in ginocchio i blaugrana che non sanno letteralmente che pesci pigliare.

Non è ovviamente il solito Barça poiché mancano all’appello i giocatori impegnati nella recente Copa América, non ancora tornati dalle vacanze, quindi al netto di Messi, Neymar, Dani Alves, Mascherano, è un Barcellona ridimensionato ma pur sempre una squadra ricca di talenti che può comunque contare su campioni della statura di Iniesta, Busquet, Rakitic, Suarez, Pedro e dunque pur sempre una signora squadra, messa in enorme difficoltà dal gioco veloce ed estremamente organizzato della Fiorentina, che dopo aver subito la rete del Pistolero riesce a controllare il match arginando le puntate offensive dei catalani, sempre pericolosi con Suarez e Pedro grazie alle invenzioni dell’Illusionista e di Rakitic. Nota ulteriormente positiva, il ritorno in attacco a pieno titolo di Giuseppe Rossi che ha mostrato un eccellente condizione di forma.