Finisce con uno 0-0 tutt’altro che scontato e incolore il derby d’Italia tra Inter e Juventus con due squadre che hanno messo in evidenza tantissima voglia di vincere, sia per insopprimibili questioni d’orgoglio, sia perché i tre punti in palio sarebbero risultati fondamentali per entrambi i club: la riconquista del primato in classifica per quanto riguarda i nerazzurri (approfittando della sconfitta viola a Napoli), il rilancio in zona scudetto per la Signora, in oggettivo ritardo di classifica. Match che per altri versi ha mostrato però anche notevoli limiti da una parte e dall’altra per due club che faticano a tenere un rendimento costante per la durata dei 90 minuti.

In base alla mole di gioco sviluppato e al numero di occasioni limpide da rete, la traversa colpita dall’Inter nel primo tempo da Brozovic (dopo l’intervento decisivo di Buffon) e il palo centrato da Khedira a metà della ripresa, il pareggio alla fine accontenta entrambe. l’Inter ha controllato e dettato tempi e ritmi di gioco maggiormente nel primo segmento di match dove però l’encomiabile muro difensivo bianconero ha resistito alle straripanti fiammate di Jovetic, unico capace di rendere concreta l’offensiva nerazzurra, ma anche troppo isolato là davanti, con un Icardi – in genere micidiale con la Juve – impalpabile e nonostante il buon lavoro di raccordo di Perisic e Brozovic sulla trequarti e nelle zone e sterne.

La Juventus, complice un centrocampo ancora non in brillantissime condizioni (Marchisio al rientro, Pogba con problemi alla caviglia, Khedira non al 100%), ha subito l’iniziativa interista per quasi tutto il primo tempo affidandosi alla penetrazioni del sempre pericoloso Cuadrado sulla fascia destra. Troppo spesso in isolamento anche il colombiano, a volte supportato da Barzagli nel ruolo di terzino detsro. Nella ripresa, con i padroni di casa più stanchi e disattenti, la Juventus è cresciuta non trovando più l’ostacolo del pressing nerazzurro del primo tempo. Handanovic ha corso qualche pericolo di troppo a causa di un generosissimo Zaza al quale però è mancata spesso la mira e a volte per qualche amnesia da parte di Murillo. Ottimo Medel nel tappare i frequenti buchi, ma Inter troppo rinunciataria in fase di costruzione della manovra per buona parte del secondo tempo.