San Antonio riprende il comando della serie passando a Miami 92-111: prestazione mostruosa di Kawhi Leonard, career-high da 29 punti cui si unisce un grande lavoro su LeBron James. Spurs spettacolari nel primo tempo, chiuso a quota 71 e con il record di percentuale dal campo (75.8%) nella storia delle Finals NBA.

LA TIFOSA MALATA CHE COMMUOVE L’AMERICA

Gara tre ha un nome e un cognome: Kawhi Leonard! Il prodotto di San Diego State gioca una partita superlativa su entrambi i lati del campo, dissanguandosi in difesa su LeBron e mettendo a referto 29 punti con 10/13 al tiro (10/10 da due), suo massimo in carriera: e non sarebbe un’eresia affermare che, per certi momenti della partita, sembrava lui quello con la maglia biancorossa e il #6 sulle spalle.

Ma il solo super-Leonard non basta per spiegare il successo corsaro con cui gli Spurs riprendono il comando della serie, rifilando agli Heat la prima sconfitta interna in post-season dalla gara-1 delle scorse finali: la vittoria, come spesso accade e mai ci stanchiamo di ripetere, è frutto del collettivo di San Antonio, capace di balzare sul +21 (71-50) al termine di un primo tempo inaudito in cui viene riscritta la storia della NBA. Il 25/33 dal campo (ma è stato anche un pazzesco 19/21 in partenza), pari al 75.8%, segna il record ogni epoca per percentuale al tiro in una singola metà di gioco, infrangendo il pur pauroso 75% con cui gli Orlando Magic avevano vinto l’unica partita delle Finals del 2009 contro i Los Angeles Lakers. Certo, cifre del genere non nascono certo per caso, ma sono figlie sia degli adattamenti di coach Popovich, che decide di gettare la maschera andando sempre con il quintetto leggero e Boris Diaw al posto di Thiago Splitter in quintetto base, sia dell’atteggiamento estremamente confidente e aggressivo con cui gli Spurs azzannano la partita sin dalla palla a due: con Diaw (e poi lo scongelato Bonner) ad aprire il campo, spaziature sempre ottimali e una circolazione di palla fenomenale, la difesa degli Heat si ritrova continuamente sballottata senza scampo da un lato all’altro del campo, e a poco servono un LeBron James da 14 punti nel solo primo quarto e un primo tempo comunque offensivamente eccellente, con 50 punti realizzati e il 56% al tiro. Gli Spurs, è il caso di dirlo, hanno rasentato la perfezione. Spettacolo puro.

Ma dopo un primo tempo chiuso a quota 71 e canestri che fioccano da ogni posizione, è lecito attendersi un inevitabile calo psicologico e fisiologico della macchina nero-argento: Miami ricuce colpo su colpo fino a tornare al -7 con un Dwyane Wade finalmente fattore nella serie, ma non ha poi la forza e la lucidità di piazzare l’accelerazione decisiva per il sorpasso sul rettilineo finale. La vampata di Wade si esaurisce con la fine del terzo quarto e LeBron, in panchina durante il parziale più significativo degli Heat, torna in campo con l’atteggiamento sbagliato, di quello che si ostina a fare a cornate: Leonard stravince il duello costringendolo a una serie di cattive letture in isolamento dal post-medio (7 perse per il Prescelto) e rilancia l’allungo nero-argento dalla parte opposta.

Nonostante i tabellini recitino doppie cifre per Duncan (14), Parker (15) e Ginobili (11), a fare la differenza sono i gregari nero-argento: già detto e stradetto di Leonard, ottime anche le prestazioni di Boris Diaw, che fa girare il pallone quasi fosse Jason Kidd a ogni azione (e non a caso il plus/minus migliore ancora una volta è il suo, +20), e di Danny Green (15 punti, 7/8 dal campo con una sola tripla tentata e peraltro sbagliata), completamente in controtendenza rispetto alle sue difficoltà nell’incidere anche in trasferta. L’ottima partita degli esterni neroargento (buono anche Mills dalla panchina) relega il nostro Marco Belinelli a soli 6′ (due di garbage-time), ma l’azzurro piazza una delle giocate più importanti della partita, mandando a segno con enorme freddezza la tripla che, sul finire del terzo quarto, riporta San Antonio sul +10 arginando il furioso tentativo di rientro avversario.

Su sponda Miami, oltre agli squilibri tra James e Wade (buon primo tempo ma male nella ripresa LeBron, terzo quarto scintillante ma primo tempo in sordina per Dwyane), poco impatto da Chris Bosh (9 punti con 4/4 al tiro ma molle in difesa, spesso ai margini del gioco e anche limitato dai falli) e ancora enormi punti interrogativi sulla cabina di regia, con un Mario Chalmers nuovamente dannoso (2 punti, 3 perse e 0/5 al tiro in 22′) e un Norris Cole (8 punti con 3/9) cui non si può chiedere di mettere pezze troppo a lungo a questi livelli. Le cose migliori arrivano probabilmente con il quintetto con Wade ad alternarsi a James nel ruolo di finta point-guard (abbastanza inspiegabile la mossa con cui Spoelstra ripropone Chalmers per il finale) e dai due veterani, con gli 11 punti di Ray Allen e i 14 con 4/5 dall’arco di un Rashard Lewis che continua a bombardare come ai tempi dei Magic.

FINALI NBA GARA 3: MIAMI HEAT-SAN ANTONIO SPURS 92-111

Miami: Lewis 14, James 22, Bosh 9, Chalmers 2, Wade 22; Andersen 3, Cole 8, Allen 11, Haslem 0, Battier 0, Jones 0, Oden 0, Douglas 1. All.: Spoelstra.

San Antonio: Duncan 14, Diaw 9, Leonard 29, Parker 15, Green 15; Baynes 3, Bonner 2, Splitter 6, Ayres 0, Mills 5, Joseph 0, Belinelli 3, Ginobili 11. All.: Popovich.

CLASSIFICHE AL TERMINE DELLA REGULAR SEASON:

EASTERN CONFERENCE                   WESTERN CONFERENCE
1. Indiana 56-26                                    1. San Antonio 62-20
2. Miami 54-28                                       2. Oklahoma City 59-23
3. Toronto 48-34                                   3. LA Clippers 57-25
4. Chicago 48-34                                   4. Houston 54-28
5. Washington 44-38                             5. Portland 54-28
6. Brooklyn 44-38                                 6. Golden State 51-31
7. Charlotte 43-39                                7. Memphis 50-32
8. Atlanta 38-44                                    8. Dallas 49-33
9. New York 37-45                                 9. Phoenix 48-34
10. Cleveland 33-49                              10. Minnesota 40-42
11. Detroit 29-53                                    11. Denver 36-46
12. Boston 25-57                                  12. New Orleans 34-48
13. Orlando 23-59                                 13. Sacramento 28-54
14. Philadelphia 19-63                          14. LA Lakers 27-55
15. Milwaukee 15-67                             15. Utah 25-57

ACCOPPIAMENTI PLAYOFF PRIMO TURNO:

EASTERN CONFERENCE                                              WESTERN CONFERENCE

(1) Indiana - (8) Atlanta 4-3                                            (1) San Antonio - (8) Dallas 4-3
(4) Chicago – (5) Washington 1-4                                  (4) Houston – (5) Portland 2-4
(3) Toronto – (6) Brooklyn 3-4                                       (3) LA Clippers - (6) Golden State 4-3
(2) Miami -  (7) Charlotte 4-0                                         (2) Oklahoma City - (7) Memphis 4-3.

SEMIFINALI DI CONFERENCE:

(1) Indiana-(5) Washington  4-2                                            (1) San Antonio     -(5) Portland       4-1

(2) Miami   -(6) Brooklyn    4-1                                            (2) Oklahoma City-(3) LA Clippers  4-2

FINALI DI CONFERENCE:

(1) Indiana-(2) Miami 2-4                                                        (1) San Antonio-(2) Oklahoma City 4-2

FINALE NBA:

(1) San Antonio Spurs- (3) Miami Heat 2-1

PLAYOFF, REGOLAMENTO, ACCOPPIAMENTI, CLASSIFICHE COMPLETE