Marco Belinelli conquista un altro record, diventando il primo italiano a giocare (tanto e bene, oltre 18′), segnare (9 punti, con 2/3 dal campo) e tornare a casa con una vittoria, in una partita delle NBA Finals! E sì perché San Antonio si prende gara 1 dell’ultimo atto 2014, in casa all’AT&T Center, contro Miami, 110-95. Ma non fatevi ingannare dal punteggio, perché la partita è stata completamente in equilibrio, e molto bella, fino a 7′ dalla fine, quando è successo l’imponderabile: LeBron James si è accomodato in panchina per problemi muscolari (causati dal troppo caldo, 32°) e soprattutto di respirazione, con la temperatura del corpo altissima, anche per il mancato funzionamento dell’aria condizionata (rotta…) all’interno del palazzetto. Morale: da +2 per Miami, assolutamente in grado di “rubare” la prima partita fuori casa, a un match improvvisamente senza storia, visto che gli Heat si sono persi senza la loro guida, capace di giocare, da lì in poi, solo pochi minuti. Pazzesco! Alla fine, si parlerà di crampi alla coscia sinistra per LB James, con Tim Duncan che dirà di non aver mai più giocato “una partita con così tanto caldo da quando abitavo alle Isole Vergini…“.

LA TIFOSA MALATA CHE COMMUOVE L’AMERICA

LA PARTITA - LeBron James ha solo il tempo, e la forza, per sbilanciare con un paio di finte Boris Diaw e appoggiare al tabellone il lay-up del -2 a 4’09″ dalla fine. Ma ci arriva male, malissimo, senza elevazione e stiracchiandosi al massimo: quando riatterra, saltellando su una gamba sola, alza immediatamente la mano verso la panchina, come un ciclista che chiama la sua ammiraglia dopo aver forato. La preoccupazione intravista a lungo nei suoi occhi mentre era seduto a bordocampo nel tentativo di recuperare, si trasforma in sgomento e frustrazione: no, non ce la fa. Deve alzare bandiera bianca, dopo aver segnato 25 punti in 33′ e aver dato la frustata nel terzo quarto che sembrava poter indirizzare la partita verso la sua Miami: ma se la difesa non può fermare LeBron James, i crampi possono, eccome.

Certo, si parlerà a lungo dell’impianto dell’aria condizionata dell’AT&T Center saltato poco prima dell’inizio della palla a due, e colpevole di aver fatto disputare la partita in una temperatura tropicale, ma la scena è la stessa già vista nelle Finals di due anni fa, quando James era stato tranciato dai crampi in gara-4 contro Oklahoma City. Un problema ricorrente. In quella partita, fu Mario Chalmers a salire sugli scudi e stendere OKC regalando il match-point per l’anello agli Heat, ma questa volta Mario è soltanto la pallidissima fotocopia del giocatore che potrebbe essere in serata buona: una tripla sì, la mette, ma è l’unico canestro realizzato dall’intera Miami negli ultimi 4′ senza LeBron. Gli Spurs chiudono così con un parziale di 16-3 che gonfia in maniera spropositata lo scarto finale di una partita che, in realtà, avrebbe potuto dire tutt’altro.

Se LeBron si ferma, Tony Parker e la sua caviglia ripartono alla grande: il francese, in campo per 37′ (il più utilizzato da Popovich) segna 19 punti servendo 8 assist, con i suoi soliti lampi in accelerazione e l’intesa telepatica con Tim Duncan, forse il vero MVP di una partita in cui mette a referto l’ennesima doppia-doppia della carriera (21 punti e 10 rimbalzi con 9/10 al tiro) lavorando in maniera commovente su entrambi i lati del campo. La forza degli Spurs, però, sta ancora una volta nel collettivo, anche all’interno di una serata in cui l’attacco si arena malamente in un terzo quarto da 9 palle perse (saranno ben 22 alla fine, quasi il doppio rispetto alla media stagionale) dando l’impressione di una squadra titubante e fuori ritmo: dalla panchina si alza un Manu Ginobili eroico da 16 punti e 11 assist, subito caldissimo con 3 triple nel primo periodo e poi bravissimo nel mettere in ritmo i compagni quando la precisione al tiro comincia a calare, ben supportato da un Marco Belinelli che debutta nelle Finals con la faccia giustissima (9 punti in 18′ con 2/3 dall’arco) e, soprattutto, da un Boris Diaw che sciorina tutta la sua intelligenza cestistica superiore con una partita da 2 punti, sì, ma con 10 rimbalzi, 6 assist (uno pazzesco per Danny Green nel quarto periodo) e una presenza difensiva straordinaria anche in single-coverage su LeBron, quando Leonard viene richiamato per problemi di falli (alla fine, +30 di plus/minus in 33′ con lui in campo). Poi, dopo un colpo di reni di Tiago Splitter a cavallo degli ultimi due quarti (14 punti per il brasiliano, ben servito da un attacco che fa andare dentro e fuori il pallone alla perfezione), sono i due giocatori fino a quel momento più impensabili a griffare le giocate chiave: Danny Green segna 11 dei suoi 13 punti (con tre triple) in poco più di 3′ per portare gli Spurs dal -4 al +5 e Kawhi Leonard infila poi la bomba del +7 (102-95) a 1’40″ dalla sirena che gira definitivamente la partita pro-Spurs.

Come detto, però, prima dell’infortunio di LeBron gara-1 avrebbe voluto dire qualcos’altro e, forse, anche in ottica Miami, capace di lasciare negli spogliatoi la brutta prestazione difensiva di un primo tempo da 56 punti subiti con il 50% al tiro concesso agli avversari (non gradi numeri per delle Finals…) e ricominciare proprio dalla sua metacampo, stringendo le maglie difensive e forzando tante palle perse banali, per volare sul +7 (79-86) a 9′ dalla fine con un and-one di Chris Bosh. E allora avremmo parlato di una Miami sì sofferente nel verniciato, con Duncan e Splitter bravi nello sfruttare i vantaggi fisici, ma molto fluida ed efficiente in attacco, con spaziature perfette, buona circolazione di palla, Bosh (18) e Wade (19) bravi nell’alternarsi come secondi violini di LeBron (ma poi terribilmente scomparsi nel finale, con Dwyane apparso sinistramente sulle gambe dopo un primo tempo di grande livello) e un Ray Allen che continua a sguazzare nella fontana della giovinezza (16 punti e una schiacciata in contropiede che ha riportato l’orologio indietro di almeno un decennio).
Domenica notte si replica con gara-2: l’impressione è che, nonostante una partita splendida per intensità e gioco espresso, la serie non sia ancora cominciata proprio per il finale falsato. Ma San Antonio, intanto, è già avanti di uno…

NBA FINALS, GARA 1: SAN ANTONIO SPURS-MIAMI HEAT 110-95

SAN ANTONIO: Duncan 21, Leonard 9, Splitter 14, Parker 19, Green 13; Diaw 2, Mills 7, Ginobili 16, Belinelli 9. N.e.: Baynes, Bonner, Ayres, Joseph. All.: Popovich.

MIAMI: Lewis 10, James 25, Bosh 18, Chalmers 3, Wade 19; Andersen 2, Battier, Cole 2, Allen 16. N.e.: Haslem, Jones, Oden, Douglas. All.: Spoelstra.

CLASSIFICHE AL TERMINE DELLA REGULAR SEASON:

EASTERN CONFERENCE                   WESTERN CONFERENCE
1. Indiana 56-26                                    1. San Antonio 62-20
2. Miami 54-28                                       2. Oklahoma City 59-23
3. Toronto 48-34                                   3. LA Clippers 57-25
4. Chicago 48-34                                   4. Houston 54-28
5. Washington 44-38                             5. Portland 54-28
6. Brooklyn 44-38                                 6. Golden State 51-31
7. Charlotte 43-39                                7. Memphis 50-32
8. Atlanta 38-44                                    8. Dallas 49-33
9. New York 37-45                                 9. Phoenix 48-34
10. Cleveland 33-49                              10. Minnesota 40-42
11. Detroit 29-53                                    11. Denver 36-46
12. Boston 25-57                                  12. New Orleans 34-48
13. Orlando 23-59                                 13. Sacramento 28-54
14. Philadelphia 19-63                          14. LA Lakers 27-55
15. Milwaukee 15-67                             15. Utah 25-57

ACCOPPIAMENTI PLAYOFF PRIMO TURNO:

EASTERN CONFERENCE                                              WESTERN CONFERENCE

(1) Indiana - (8) Atlanta 4-3                                            (1) San Antonio - (8) Dallas 4-3
(4) Chicago – (5) Washington 1-4                                  (4) Houston – (5) Portland 2-4
(3) Toronto – (6) Brooklyn 3-4                                       (3) LA Clippers - (6) Golden State 4-3
(2) Miami -  (7) Charlotte 4-0                                         (2) Oklahoma City - (7) Memphis 4-3.

SEMIFINALI DI CONFERENCE:

(1) Indiana-(5) Washington  4-2                                            (1) San Antonio     -(5) Portland       4-1

(2) Miami   -(6) Brooklyn    4-1                                            (2) Oklahoma City-(3) LA Clippers  4-2

FINALI DI CONFERENCE:

(1) Indiana-(2) Miami 2-4                                                        (1) San Antonio-(2) Oklahoma City 4-2

FINALE NBA:

(1) San Antonio Spurs- (3) Miami Heat 1-0

PLAYOFF, REGOLAMENTO, ACCOPPIAMENTI, CLASSIFICHE COMPLETE